Due indecisioni di Curci condannano il Bologna in quel di Bergamo, vittoria due a uno per i padroni di casa con Livaja che segna allo scadere complice un clamoroso errore del numero uno rossoblù, Bianchi aveva trovato il pareggio.
La partita. Pioli conferma le indicazioni della vigilia e continua con il 3-5-1-1 con Garics centrale di destra e Crespo al suo posto sulla fascia. Colantuono invece propone il 4-4-2 con Moralez a sinistra con la coppia De Luca-Livaja davanti. Come ci si poteva aspettare le assenze pesano e le due squadre faticano a giocare il pallone e il bel gioco è annullato dal tatticismo dei due schemi in campo. L’Atalanta ci prova con i movimenti su tutto il fronte offensivo di De Luca per allargare la difesa rossoblù che invece regge bene e non lascia troppo spazio agli avanti bergamaschi. In fase offensiva da notare una punizione di Diamanti dalla trequarti su cui Sorensen arriva un pelo in ritardo. La partita è brutta ma fisica e tattica, d’altronde quando giocano due squadre in lotta per la salvezza e con tante assenze si fa fatica a vedere dello spettacolo. Al 29’ ancora nessun tiro in porta, ci pensa Cristaldo con un tiro debole e centrale dopo una buona giocata. L’unico sussulto arriva per un bisticcio tra Kone e lo staff medico del Bologna che chiama la sostituzione per Crespo, dopo un duro contatto con l’avversario, ma è proprio il greco, con le maniere forti, a fermare tutto ed evitare un cambio inutile. Infatti lo spagnolo continuerà a giocare. Il primo tempo è tutto qui.
Nella ripresa lo spartito, all’inizio, non cambia tanto. L’Atalanta si fa un po’ più aggressiva ma a parte qualche mischia di confusione non crea particolari problemi. Poi la partita si accende. Colantuono mette dentro Marilungo che sfrutta la sua maggiore fisicità per aiutare Livaja, al 57’ Sorensen inventa uno sciagurato retropassaggio che il neo entrato raccoglie dentro l’area ma sciupa clamorosamente solo davanti a Curci. I padroni di casa iniziano a fare la partita e il Bologna prova a partire in contropiede, come al 69’ quando Diamanti serve Cristaldo ma il suo mancino è alto complice una scivolata del piede di appoggio. A questo proposito è facile notare come i rossoblù facessero fatica a rimanere in piedi, evidentemente la scelta dei tacchetti non è stata la migliore. Poco dopo arriva la prima svolta (e la prima indecisione): Brivio avanza incontrastato e scaglia un tiro da lontano su cui Curci è lento nell’andare giù e Crespo nel contrastare, uno a zero. E’ una doccia fredda per il Bologna che stava controllando senza troppo affanno lo zero a zero. Pioli reagisce subito e inserisce Bianchi per Crespo. Due minuti più tardi arriva la prima gioia di Rolando in maglia rossoblù: cross di Diamanti da destra, Cristaldo di testa colpisce la trasferta ma Bianchi si fa trovare al posto giusto al momento giusto per il tap in. L’esultanza dell’attaccante racconta tutta la tensione e la pressione che portava dentro. A questo punto la partita sembrava indirizzata sul pari nonostante gli equilibri tattici fossero saltati, peccato che in questo Bologna quando si risolve un problema se ne presenta subito un altro. Dopo aver fallito un paio di contropiede il Bologna decide di chiudersi per gli ultimi minuti di recupero, Livaja, non trovando spazio in avanti, sceglie di scoccare un tiro da fuori abbastanza innocuo per la distanza e per la direzione; Curci sembra essere sulla traiettoria ma all’ultimo decide di tuffarsi (o abbassarsi inspiegabilmente) per respingere. Se fosse stato fermo l’avrebbe presa, invece i pugni lambiscono solamente il pallone che si infila sotto la traversa. Tutti sgomenti. Ha deciso il portiere, anche se altri non hanno certo giocato la partita della vita (Diamanti e Kone su tutti) il suo errore è quello più grave e decisivo. Non rimane nulla, solo sconforto.
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