Al Bologna servivano punti, ma anche un segnale di vita dopo le prestazioni scialbe delle ultime settimane. Da San Siro i rossoblù tornano con un punto avendone accarezzati addirittura tre e con qualche certezza in più anche se forse non proprio quelle attese alla vigilia. Il ritorno alla difesa a tre infatti non ha portato quella compattezza ed imperforabilità ammirate un paio di mesi fa: troppo spesso difesa e centrocampo si sono trovati collassati uno sull'altro schiacciando di fatto il Bologna in trenta metri. Questa però è sicuramente la strada da seguire visto che alcuni interpreti come Krhin, Christodoulopoulos e Garics hanno dimostrato di trovarsi bene e di saper anche creare discrete trame offensive palla a terra. Ballardini ha cercato disperatamente per un mese il gol a suon di esperimenti, ma alla fine ci è riuscito solo tornando all'antico. La gara di San Siro ha dimostrato che per segnare non servono per forza gli attaccanti ma che basta avere uomini convinti e sicuri del modulo che stanno interpretando. Il primo colpo in realtà è stato messo a segno dall'Inter al 6' con disarmante facilità quando Icardi è stato lasciato libero di colpire a rete da pochi metri a centro area punendo un Bologna carente di personalità e concentrazione. Poi però i rossoblù hanno provato ad alzare leggermente il pressing scoprendo di poter fare male ad un avversario non irresistibile ed in particolare dotato di una difesa fisica ma lenta. Il pareggio del Bologna arriva al 35' con Pazienza che trova Garics sulla fascia, l'austriaco si libera della marcatura con un numero da giocoliere e serve Christodoulopoulos che centra in pieno Handanovic ma sulla ribattuta la staffilata potente e precisa dell'accorrente Pazienza trova anche la deviazione di Cristaldo e si infila in fondo al sacco. È un gol in compartecipazione ma che dimostra ai rossoblù che anche loro possono essere capaci di giocare a calcio, pur non brillando per compattezza e ordine tattico. La reazione di cuore è il marchio di fabbrica del Bologna di questo sabato sera milanese e si ripete nel secondo tempo quando Icardi trova un gol splendido all'incrocio per il nuovo vantaggio nerazzurro ma Kone e compagni non si fanno affossare moralmente. Anzi è proprio il greco che, al rientro dall'infortunio, incarna lo spirito di rivalsa felsineo approfittando di un pasticcio della difesa interista per infilare con grinta e caparbietà il pallone del 2-2 alle spalle di Handanovic. A quel punto tocca all'Inter far valere il maggior tasso tecnico ed il centrocampo del Bologna inizia a sbandare concedendo troppe ripartenze agli avversari. L'ingresso in campo di Perez al 88' è troppo tardivo, ma tre minuti prima ci aveva pensato Curci a fare il miracolo. Come previsto dai più scaramantici, serviva il Bologna per regalare all'Inter il primo rigore stagionale ma Milito si fa ipnotizzare dal portiere romano che con una parata bella e decisiva mette il punto esclamativo su una stagione di grande cuore e sacrificio in cui ha cercato in ogni modo di rimediare agli errori commessi. Il trofeo di eroe del giorno però potrebbe passare nelle mani di Acquafresca che, entrato da venti minuti, nel giro finale di lancette ha una doppia clamorosa occasione in contropiede e la fallisce in modo assolutamente incredibile per uno che di mestiere dovrebbe fare l'attaccante: per lui può essere la bocciatura definitiva. Il Bologna alla fine esce da San Siro non solo con un punto importante e meritato ma anche con un rimpianto amaro e con qualche certezza in più su cui costruire il proprio finale di campionato. Per salvarsi si può ancora contare su se stessi invece che sulle disgrazie altrui.

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