Un mese fa in tanti si chiedevano che fine avesse fatto l’ultimo colpo del mercato estivo rossoblù, titolare inamovibile con Stefano Pioli ma misteriosamente sparito con l’avvento di Ballardini. La risposta la diede il mister stesso, ossia una questione di chili messi su durante le vacanze di Natale. Una crudele ironia per un giocatore che deve il suo soprannome a un piatto di carne sudamericano, ma Jonathan Cristaldo si è messo sotto riguadagnandosi il posto in prima squadra e bagnando il suo esordio ballardiniano con una doppietta al Torino: “Quando son tornato a casa il mio vicino aveva organizzato una sorpresa con anche la mia fidanzata, eravamo tutti molto felici” ricorda il Churry, che anche venerdì scorso ha sfiorato la rete nel match poi perso all’ultimo secondo contro il Milan: “Abbiamo fatto una grandissima partita, che ci ha dato tanta fiducia nonostante la sconfitta”. I rossoneri hanno un significato particolare per lui, poiché proprio a loro aveva segnato il suo primo gol italiano. Primo di tre totali soltanto, ed è per questo che alla sua stagione Cristaldo dà un voto insufficiente: “Direi tra il cinque e il sei. Sono il mio primo critico, e so che dovevo fare meglio: senza i gol, la corsa non basta”. C’è da dire che gran parte delle partite le ha disputate come prima punta, mentre lui si trova più a suo agio muovendosi alle spalle di un altro attaccante come sta facendo ora: “Preferisco giocare da seconda punta. Da quando è partito Diamanti ho più libertà e più spazio” spiega, spendendo poi parole dolci per il nuovo capitano Diego Perez: “È l’emblema della nostra squadra, dà sempre il massimo e ora parla di più. Ma non faccio paragoni con Alino, sono due persone distinte”.
Perez però, come sappiamo, sabato sera contro la Roma mancherà per squalifica (“Un’assenza importante” dice l’argentino), complicando così una partita sulla carta già proibitiva di suo: “Per noi sarà una gara difficile – ammette – ma vogliamo fare il meglio possibile per la squadra e per tutti. Ci crediamo”. Nella testa di tutti c’è ancora il tracollo dell’andata, un cinque a zero umiliante che Cristaldo visse da abbandonato in attacco: “Ma sono due partite distinte. All’andata la Roma era più pericolosa di oggi – analizza – e noi nelle ultime gare abbiamo trovato qualcosa che ci mancava: fiducia e compattezza”. Potrebbe tornare dal primo minuto Kone (“Porta tanta voglia, è importantissimo per noi”) e, perché no, qualche chance di giocare potrebbe averla anche il nuovo arrivato Ibson: “Ha una tecnica straordinaria, gli piace giocare la palla con uno o due tocchi” è il giudizio estremamente positivo che il Churry dà di lui.
Ormai sono sei mesi che si trova in Italia, periodo sufficiente per tracciare un primo bilancio: “Mi piace tantissimo stare qui, la città è bellissima e tranquillissima”. Tuttavia, inutile negarlo, con il diritto di riscatto fissato a cinque milioni è improbabile una sua permanenza sotto le Due Torri anche l’anno prossimo: “Io spero di rimanere qua, mi trovo benissimo anche con i compagni. Per il mio futuro è importantissimo quello che succederà da qui a maggio”. Già, anche per il futuro del Bologna.
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