Il Bologna fallisce la ghiotta opportunità di staccare le avversarie per la promozione (e di avvicinarsi al Carpi) steccando per la quinta volta consecutiva al Dall’Ara, dove un gol dei rossoblù manca ormai dal 19 gennaio, giorno dell’ultimo successo casalingo contro il Perugia. Nemmeno le presenze di chairman Saputo e di più altri 20000 spettatori (battuto il record stagionale fatto registrare con il Varese) sono servite a spingere Lopez e i suoi uomini verso una vittoria che avrebbe permesso al Bologna di fare un passo decisivo verso la conquista della promozione in Serie A.
LE FORMAZIONI: ANCORA IMPROTA AL FIANCO DI CACIA – Nessuna sorpresa di rilievo nell’undici iniziale scelto da Diego Lopez. Fiducia intatta nel 4-3-1-2 (gattopardianamente trasformato in un 4-1-3-2 in settimana) con i rientri di Matuzalem in cabina di regia e Laribi nel ruolo di trequartista. Difesa confermata, con Ceccarelli nuovamente titolare della fascia destra ai danni di M’Baye e unica, relativa sorpresa in attacco, dove per la seconda volta di fila è Improta (e non Sansone) a ricoprire il ruolo di vice-Cacia. Fin dai primi minuti dell’incontro il canovaccio tattico è chiaro: il Modena, schierato con l’ormai consueto 4-3-3 (molto più simile a un 4-5-1 in verità), aspetta il Bologna nella propria metà campo, pronto a partire in contropiede alla prima occasione utile.
INIZIO IN SORDINA. E SI FA MALE COPPOLA – Con queste premesse, difficile immaginarsi una partita spettacolare, anche perché ad affrontarsi sono la seconda e la terza miglior difesa del campionato. Per assistere alla prima occasione bisogna attendere quasi un quarto d’ora: Maietta, imbeccato su punizione da Matuzalem, non centra lo specchio di testa. Poco dopo ci prova Casarini, ma il suo tiro viene sporcato dalla retroguardia gialloblù, che favorisce l’intervento di Pinsoglio. La pressione del Bologna è costante ma sterile, l’impressione è che la volontà di Lopez e dei suoi uomini sia quella di dare più verticalità e velocità al gioco, ma che le vecchie abitudini, quelle di un gioco lento e prevedibile, fatichino ad essere dimenticate. In più di un’occasione Improta e Cacia si ritrovano a ricevere il pallone spalle alla porta e, con un Laribi in giornata no e efficacemente neutralizzato da Salifu, gli unici inserimenti arrivano dal solito indomabile Zuculini e dai due esterni di difesa. Non mancano gli spazi per le ripartenze degli ospiti, che si fanno pericolosi in un paio di circostanze a cavallo del ventesimo, prima con un colpo di testa di Granoche da pochi passi su cross di Signori, poi di nuovo con El Diablo, la cui torsione di testa dal dischetto del rigore non può impensierire Coppola. Poco più tardi, l’estremo difensore napoletano è costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un risentimento alla coscia destra; al suo posto Angelo Da Costa, al debutto assoluto in maglia rossoblù.
TUTTO IN 5 MINUTI: GARRITANO-CACIA-FEDATO(-GRANOCHE) CI PROVANO, MA ALL'INTERVALLO È 0-0 – La partita prosegue sugli stessi binari, con Signori spina nel fianco della retroguardia felsinea (bello lo spunto che porta Fedato al tiro, alto sulla traversa), ma negli ultimi dieci minuti della prima frazione che il match si accende. Prima Zuculini inventa un paio di belle giocate non sfruttate da Cacia e compagni, poi sono i canarini a costruire la prima, vera occasione dell’incontro: il colpo di testa di Garritano – imbeccato da Fedato – è indirizzato all’angolino, ma Da Costa vola a deviare la palla in calcio d’angolo. Passano 3’ e il Bologna costruisce la più ghiotta occasione a proprio favore: Zuculini e Ceccarelli lavorano un buon pallone per Improta sulla destra, il numero 33 rossoblù indirizza un pallone perfetto per Cacia che di testa anticipa Gozzi, indirizzando però il pallone sul palo. Non è ancora finità: siamo al 44’ quando Garritano taglia in due retroguardia del Bologna con una perfetta verticalizzazione; Ceccarelli si perde Fedato, che a tu per tu con Da Costa si fa ipnotizzare dall’estremo difensore brasiliano, bravissimo a smanacciare il lob dell’ala gialloblù; sulla ribattuta, Granoche ribadisce in rete di testa, ma viene fermato dal guardalinee che segnala una posizione di offside a dir poco dubbia.
LOPEZ RIDISEGNA IL BOLOGNA, MA IL SECONDO TEMPO È DA SBADIGLI – Un bello spavento, quello vissuto nel finale di tempo dal Bologna, che rientra in campo decisamente più timoroso e meno incisivo. L’occasione più nitida la costruisce addirittura Da Costa, che con un bel rinvio lancia Cacia in contropiede, ma l’attaccante calabrese viene furbescamente fermato da Zoboli (ammonito) al limite dell’area prima che possa nuocere. La punizione seguente sarebbe perfetta per il piede di Sansone, che però è ancora fermo in panchina, e così è Laribi a cercare – senza fortuna – la porta difesa da Pinsoglio. Peccato davvero, anche perché poco dopo Lopez decide giustamente di inserire proprio Sansone al posto di Laribi, giocandosi così la carta del 4-3-3 nella speranza di costruirsi qualche spazio sulle fasce. Il problema però è che il Bologna fatica ad arrivarci, sulle fasce, tanto che le uniche occasioni costruite dai rossoblù portano la firma di Cacia, bravo a liberarsi in dribbling prima e ben servito da Improta poi; in entrambe i casi, però, le conclusioni del bomber rossoblù sono troppo deboli. Nemmeno l’inserimento di Bessa al posto di Casarini sortisce gli effetti sperati, anche a causa dell’inspiegabile spostamento di Matuzalem in posizione di mezzala sinistra, e così il Bologna è costretto per la quarta volta nelle ultime cinque apparazioni al Dall’Ara a fermarsi sullo 0-0. In attesa del posticipo di Vicenza, il Bologna incrementa il proprio vantaggio sulle più dirette inseguitrici da 2 a 3 punti, ma ancora una volta la sensazione è quella spiacevolissima dell’occasione mancata.
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