Ha approfittato delle defaillance altrui e si è conquistato il posto sulla fascia destra, Luca Ceccarelli, e al novantesimo di Pescara-Bologna gli abbiamo tutti reso grazie per quel salvataggio sulla linea che è praticamente valso i tre punti: “In quel momento non ho pensato a niente e mi sono buttato – spiega – è andata bene. Ma in quel momento ho capito che avremmo vinto per forza”. Una vittoria che non solo ha portato il più tre, ma qualcosa di molto di più: “Ci siamo sbloccati mentalmente, il Bologna non vinceva da sei mesi. Se la squadra è quella del primo tempo possiamo toglierci delle soddisfazioni”. Una vittoria dal peso specifico elevatissimo, utile anche per compattare un gruppo inedito: “Qualcosa è cambiato in positivo, e si vede: la squadra è venuta fuori. Adesso testa bassa e lavorare, però con un morale del genere è più facile”. Un’altra svolta, a livello tattico, è stato lo schieramento a due punte: “Due attaccanti così in Serie B non li ha nessuno. Quando sono arrivato – rivela – ho detto a Robert che non se ne sarebbe mai andato dal Bologna, perché sarebbe stato l’anno della sua rinascita”. Lui adesso ha sostituito Garics (“quando sono arrivato sapevo mi sarei giocato il posto con un altro, ogni giorno lavoro per mettere il mister in difficoltà”) e la medesima chance ce l’ha ora Stojanovic: “Venerdì ha dimostrato una personalità incredibile, ma sia lui sia Coppola possono giocare titolari”. Chance contro il Crotone, la prima di tre partite che potranno dire di più sulla tenuta della squadra: “Su tre gare ne abbiamo due in casa, dovremo dare il massimo. Se vogliamo stare davanti dobbiamo fare punti. Col Crotone – prosegue – mi aspetto lo stesso Bologna visto a Pescara, quello che se c’è da soffrire, soffre”. Perché la B, alla fine, è proprio un campionato di sofferenza: “È un campionato equilibrato, dove la qualità non è detto che porti a vincere: se non corri fai fatica. Ma se il Bologna è quello visto a Pescara non ho paura: possiamo toglierci soddisfazioni” ribadisce.

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