É doveroso da parte di ogni persona onesta dare il beneficio del dubbio a chiunque, ma ormai sta diventando davvero difficile trovare a Bologna un tifoso rossoblu disposto a credere alle parole di Albano Guaraldi in merito al mercato. L'intervista telefonica di ieri secondo molti ha di fatto spalancato le porte a tutti i possibili acquirenti interessati al capitano Alino Diamanti. Le parole del presidente rossoblu infatti ormai vengono puntualmente interpretate con un significato opposto a quello letterale visto che i fatti tendono quasi sempre a smentirle. Avevamo già visto qualche settimana fa un breve elenco di calciatori tolti ufficialmente dal mercato poco prima della loro cessione, ma per chi avesse la memoria corta basti citare i nomi di Gillet, Ramirez e Portanova. Tutti professionisti esemplari e atleti su cui fare ampio affidamento che improvvisamente si sono trasformati in avidi mercenari senza scrupoli costringendo il Bologna ad accordarsi con Torino, Southampton e Genoa per la loro cessione. La teoria per cui nel calcio di oggi i contratti non siano più vincolanti per nessuno è indubbiamente vera, ma percha nell'ambiente rossoblu si trasforma così spesso in pratica? Risulta difficile pensare che la motivazione possa essere di natura tecnica visto che le cessioni non vengono quasi mai rimpiazzate con acquisti all'altezza e Pioli si trova spesso a fare le proverbiali nozze con i fichi secchi. La ragione di tutti questi affari in uscita è quindi semplicemente economica visto che il Bologna (come qualsiasi altra società) ha da anni un bisogno continuo di liquidità e i tanti soci preferiscono monetizzare il patrimonio tecnico piuttosto che approvare annuali aumenti di capitale. Si tratta di una scelta assolutamente lecita per quanto non approvata dalla città, ma troppo spesso coperta dall'alibi del giocatore scontento che vuole cambiare squadra. L'intervista di ieri a Guaraldi è servita quindi a preparare ulteriormente il terreno per la futura cessione di Diamanti ovvero uno degli ultimi pezzi pregiati completamente di proprietà del Bologna e dalla cui cessione il club proverà a trarre la linfa vitale per la prossima stagione. Se poi risultasse necessario, Guaraldi e Zanzi potrebbero piazzare anche la propria metà di alcuni protagonisti in comproprietà come Sorensen e Kone vendendo al pubblico queste operazioni come sacrifici indispensabili alla conferma ad esempio di Gilardino. Ormai però il copione inizia a diventare ripetitivo e le contestazioni dell'ultimo anno dovrebbero aver insegnato ai vertici rossoblu che i tifosi hanno gli occhi ben aperti e vigilano attentamente sull'operato del Bologna senza farsi ingannare dalle parole.
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