Riuscite a ricordare ancora l'ultima partita domenicale del Bologna? Con l'anticipo di oggi contro il Torino diventano infatti ben quattro le settimane consecutive in cui i rossoblu hanno trascorso la loro domenica lontani dal campo da calcio. E noi con loro. Tutto è iniziato con quel disgraziato sabato di metà marzo quando invece di goderci magari un bel film al cinema siamo andati al Dall'Ara per assistere alla sceneggiata di Antonio Conte e sfido chiunque, nonostante l'amore viscerale per il Bologna, a negare che esistano mille modi migliori di trascorrere la serata. L'astinenza da rossoblu è proseguita la settimana successiva con la sosta dovuta agli impegni delle varie Nazionali e anche in quel caso la sorte non è stata certamente benevola nei nostri confronti. Diamanti e Gilardino infatti sono stati umiliati da Prandelli assistendo praticamente solo dalla panchina alle due gare degli Azzurri, ma soprattutto Diego Perez è tornato dall'Uruguay con un serio infortunio che lo costringerà ad altre due settimane di assenza dai campi. Le cose sono leggermente migliorate sabato scorso a Udine quando l'erroraccio di Di Natale dal dischetto ci ha fatto trovare nell'uovo di Pasqua un buon punto per muovere la classifica. Oggi però è necessario proseguire in questa crescita e approfittare della sfida contro un Torino non certo irresistibile per tornare a centrare la vittoria ribaltando anche lo scontro diretto con i granata che all'andata si sono imposti con lo scarto minimo. Il discorso con la vittoria è stato interrotto ormai un mese fa in occasione della trasferta di Milano in cui Gilardino freddò l'Inter come il più spietato dei killer. Quella volta fu di domenica, ma comunque in posticipo serale per gustare meglio la notte gelata di San Siro. L'ultima gara giocata dal Bologna nel tradizionale orario pomeridiano domenicale è stata la settimana ancora precedente in occasione della tripletta che stese il Cagliari al Dall'Ara. La prossima invece dovrebbe essere quella contro la Sampdoria prevista per il 21 aprile visto che in mezzo ci sarà la gara esterna di Palermo, che però è stata programmata per l'odioso orario delle 12:30. Ecco gli effetti di un calcio moderno in cui le televisioni comandano e i tifosi devono piegare la testa tra mille divieti cercando di mantenere sempre accesa soprattutto nelle nuove generazioni la passione per la propria squadra: non è un'impresa facile.

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