Ripensando alla doppietta di Bianchi contro il Napoli o alle gioie firmate da Cristaldo a Torino, sembra di rimembrare tempi ormai lontani. In effetti nell'ultimo mese il Bologna pare aver tirato improvvisamente il freno a mano prima sul piano dei risultati e poi purtroppo anche del gioco. Era la sera del 14 febbraio quando gli uomini Ballardini uscirono dal campo di San Siro con una sconfitta ingiusta ma la sensazione di aver imboccato la strada giusta per dare la svolta al proprio campionato. Nel turno successivo ancora un risultato negativo ma tanti complimenti anche da parte dell'avversario di turno ovvero la sorprendente Roma dei record che, immeritatamente, portò via tre punti dal Dall'Ara. Oltrepassati due impegni sulla carta proibitivi, ecco arrivare una trasferta contro un Verona privo del suo bomber Toni e poi l'impegno casalingo contro il derelitto Sassuolo decimato da stop di varia natura. A questo punto però la macchina di Ballardini sembra essersi fermata e, pur iniziando a fare qualche punto, ha smesso di produrre gioco. Da un mese purtroppo il Bologna ha dimenticato la via per infilare il pallone alle spalle dei portieri avversari e oggi, considerando le ultime quattro gare, risulta in questo fondamentale la peggior squadra del lotto di quelle che combatteranno per la salvezza. Nessuno tra Sassuolo, Catania, Livorno e Chievo è stato capace di restare a secco di reti da un mese a questa parte e anche la classifica è pronta a dimostrarlo con un Bologna che ha fatto appena meglio del Sassuolo con 2 punti conquistati (contro il misero messo in cascina dai neroverdi) che appaiono ben poca cosa rispetto ai 6 con cui il Chievo ha rimpinguato la sua classifica. Ultimi per gol segnati e penultimi per punti conquistati, i rossoblù non possono consolarsi forse nemmeno con il primo posto nella graduatoria delle reti subite. Se da una parte infatti è vero che 2 gol concessi in un mese non sono tanti, si può anche affermare che la differenza reti alla fine è esattamente la stessa di Livorno e Catania (-2) ed inferiore a quella di un Chievo che è in perfetto equilibrio. Per salvarsi non basta continuare a subire pochi gol perchè i pareggi sono solo piccoli passi avanti ed al fine di conquistare le vittorie non si può prescindere dai gol. Per dare una testimonianza di questa ineluttabile verità del calcio richiamiamo alla memoria le ultime stagioni dal ritorno in Serie A dei rossoblù: in quattro occasioni su cinque il Bologna ha concluso il campionato con più di 40 gol realizzati. Solo nel tribolato 2010/2011 furono sufficienti 35 reti per conquistare la salvezza ma a fronte di un'eccellente prova difensiva che portò soltanto 52 palloni ad infilarsi nella porta difesa da Viviano. Al momento invece il Bologna ha realizzato appena 22 gol subendone però 41 e quindi, a undici giornate dalla fine, per replicare il successo di quell'annata dovrebbe mettere a segno altre 13 marcature concedendone soltanto 11. Semplificando al massimo le cose si potrebbe forse conquistare la permanenza in Serie A con una serie di undici pareggi per 1-1 da qui a fine campionato: peccato che la media delle reti realizzate per ora sia ferma a 0.8 mentre se ne concedono 1.5 agli avversari ovvero praticamente il doppio. Il carburante per raggiungere la salvezza quindi è dato dai gol e in questo momento la spia del Bologna è in riserva. Urge un rifornimento immediato per riprendere se non addirittura a correre almeno a camminare e questa inversione di tendenza deve passare tanto dalle prestazioni dei singoli giocatori quanto dal coraggio delle scelte del tecnico. Se è vero che la fortuna aiuta gli audaci, per Ballardini ed i suoi ragazzi è arrivato il momento di sfidare la sorte per non trovarsi presto a fare i conti anche con i risultati degli avversari.

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