Da queste parti ci innamoriamo in fretta dei calciatori con una passione senza paragoni perchè Bologna ama o odia sempre con uguale intensità. Fortunatamente negli oltre cento anni di storia rossoblu sono stati in tanti a meritarsi l'amore del popolo del Dall'Ara anche solo per un episodio, ma anche a guadagnarsi l'impegnativo epiteto di "bandiera". Il passato ci porta nomi gloriosi come quelli di Schiavio, Bulgarelli e Pascutti ma il cuore batte ancora anche per un campione recente come Signori. Non scomodiamo però uomini che hanno dedicato gran parte della loro carriera al Bologna o compiuto gesti d'amore importanti come una firma in bianco su un contratto. Fermiamoci al passato più recente e all'ex bomber e capitano Marco Di Vaio che pochi mesi fa ha lasciato la città e l'Italia alla volta del Canada sussurrando un arrivederci. Il suo desiderio è sempre stato quello di tornare a vivere sotto le Due Torri per aiutare la società entrando nello staff dirigenziale e solo poche settimane fa il padre dell'attaccante aveva confermato l'intenzione di Di Vaio di riprendere la sua avventura bolognese già a partire dal prossimo ottobre. In tanti in questi mesi si sono chiesti quale avrebbe potuto essere il futuro dell'uomo che negli ultimi anni ha portato il Bologna alla salvezza con i suoi gol rifiutandosi di immaginarlo piegato al volere di una società invisa a una buona parte della tifoseria. I tifosi della curva probabilmente non avrebbero mai accettato di vederlo diventare un paravento per l'operato di Guaraldi e soci, ma ieri è stato proprio il presidente ad allontanare tale ipotesi. A domanda precisa, il socio di maggioranza del club ha dichiarato di non sapere che ruolo poter dare a Di Vaio nel prossimo futuro gelando le speranze di tanti tifosi che aspettavano di poterlo riabbracciare. Nella stessa intervista però Guaraldi ha parlato anche degli attuali giocatori simbolo del Bologna: Diego Perez, Alberto Gilardino e Alessandro Diamanti. I tre assi rossoblu hanno situazioni contrattuali differenti ma il medesimo peso fondamentale nelle fortune della squadra diretta da mister Pioli e nei loro confronti Guaraldi ha semplicemente detto che si sta lavorando per tenere anche più di uno: una classica frase che sotto un velo di speranza nasconde un'amara verità. Il Bologna di domani non può e non deve prescindere da nessuno di loro perchè non si può ricominciare ogni anno una stagione perdendo i pezzi migliori sperando che l'abilità dell'allenatore consenta di trasformare l'acqua in vino. A maggior ragione se sulla panchina rossoblu non dovesse esserci più Stefano Pioli. Perez è il campione più importante della rosa a livello internazionale e doveva essere trattato con tutti gli onori sin dalla scorsa estate raggiungendo un accordo per il rinnovo senza neanche discuterne. Gilardino ha rilanciato in modo splendido una carriera che in tanti ritenevano conclusa e potrebbe garantire varie stagioni importanti al Bologna ma il suo riscatto andava trattato mesi fa. Diamanti è il simbolo del rossoblu in Italia, l'uomo copertina che accende la luce nei momenti più bui ma soprattutto il capitano e non si può immaginare di vederlo diventare un comprimario in un top club. Lavorare per tenere anche più di uno dei tre non è abbastanza: non si può pensare a un futuro senza nessuno di loro.

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