Domenica alle 15 il Modena farà visita al Dall’Ara per il posticipo domenicale della 31esima giornata del campionato di Serie B 2014/15. Si sa: i derby sono partite strane, spesso nervose e poco spettacolari; il match di andata, conclusosi con uno 0-0 davvero povero (se non privo) di contenuti tecnici degni di nota, non fa che confermare quanto appena affermato. Il rischio che anche domenica pomeriggio si assista a qualcosa del genere è più che mai elevato. Eh già, guardando i numeri di Bologna e Modena, specie nell’ultimo periodo, vien facile pensare che il risultato finale più probabile sia quello a reti bianche. Come sappiamo, i rossoblù non segnano al Dall’Ara da quattro incontri, segno di una sterilità ormai atavica tra le mure amiche.
IL CAMPIONATO DEL MODENA – Di contro, i canarini hanno sbarrato la porta di Pinsoglio (assente in verità martedì contro il Catania) nelle ultime tre giornate, le prime in panchina per la coppia Melotti-Pavan, subentrata a Walter Novellino al termine di una serie di risultati negativi. La solidità difensiva, comunque, era pure un marchio di fabbrica della precedente gestione, tanto che quella del Modena è la seconda difesa meno battuta del campionato, alle spalle dell’inarrivabile Carpi. All’imperforabilità difensiva dei gialloblù ha fatto da contraltare la scarsa vena realizzativa del reparto avanzato, sorretto dal solo Diablo Granoche, autore (a singhiozzo, a dire il vero) di 14 reti, 9 delle quali segnate nei cinque impegni che seguirono il derby di andata, non a caso il più ricco di soddisfazioni. Il secondo peggior attacco del campionato combinato alla seconda miglior difesa ha prodotto una vagonata di pareggi (anche in questa statistica i canarini sono secondi, dietro al Lanciano), che nell’ultima parte della gestione Novellino si sono trasformati in sconfitte: la tripla battuta di arresto contro Perugia, Spezia (partita rocambolesca quella in terra ligure) e Bari è costata la panchina al tecnico che tanto bene aveva fatto nella passata stagione, ma che probabilmente non è stato in grado di tenere in pugno lo spogliatoio gialloblù, non riuscendo inoltre a sostituire Babacar, tra i protagonisti dell’exploit-playoff dello scorso anno. Con Melotti e Pavan alla guida, il Modena pare aver ritrovato se non il gioco, quantomeno qulla serenità e quell’unità di intenti che gli ha permesso di conquistare 7 punti nelle ultime 3 partite e di lasciarsi alle spalle la zona calda della classifica, pericolosamente avvicinata un paio di settimane orsono.
DA TENERE D’OCCHIO – Detto di Granoche – che con ogni probabilità sarà della partita domenica – il punto di forza dei canarini è senza dubbio la difesa. Per la sfida di domani, però, Pavan e Melotti dovranno fare a meno del pilastro Thiago Cionek: il centrale brasiliano naturalizzato polacco, espulso nei minuti finali del recupero contro il Catania, non partirà per Bologna. Non solo: oltre a Cionek, mancherà anche il compagno di reparto Luca Calapai, pure lui squalificato. Difesa da inventare dunque, anche se le alternative di certo non mancano: davanti al rientrante Pinsoglio, Gozzi, Marzorati, Zoboli e l’ex Rubin comporranno da destra a sinistra una linea arretrata di tutto rispetto per la categoria, anche perché protetta da un centrocampo solido, ancora privo di Schiavone, ma che potrà contare sui vari Salifu, Signori, Martinelli e Nizzetto.
MERCATO – Poche mosse, ma mirate, quelle messe a segno dal Modena nel mercato di gennaio. L’ingaggio in prestito di due ali come Francesco Fedato (1992) e Luca Garritano (1994) ha certamente rinforzato l’attacco, ovvero il reparto più debole dei gialloblù nella prima parte di stagione.
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