Quel che resta di San Siro è un punto e una buona prestazione. Tanto, tantissimo, viste le vacche magre degli ultimi tempi. Il Bologna ha fatto risultato perché è stato messo in campo con senno e criterio, dopo alcuni esperimenti clamorosamente e reiteratamente falliti da Ballardini che, finalmente e soprattutto, è tornato alla difesa a tre. Sia lodata e benedetta la scelta fatta, che ha portato i rossoblù ad una maggior solidità limitando parecchio gli sbandamenti. Quindi è appurato, speriamo, che si debba insistere con questa impostazione: tre uomini in linea e due in aggiunta, i terzini. Sebbene però lo schieramento abbia dato buone risposte, negli interpreti non è stato così. Mantovani infatti non ha giocato al livello degli altri: ha provocato il rigore, una punizione da posizione pericolosa e sì è mostrato impacciato e poco lucido in diversi frangenti. Ipotizziamo che il continuo “togli e metti” con Cherubin, probabilmente, non stia giovando a nessuno dei due e forse è meglio che il mister scelga chi dei due sia il titolare: giocare con l’ansia della gerarchia può essere deleterio e se ci va in mezzo la squadra può diventare disastroso.
Il centrocampo ha retto bene il confronto coi colleghi meneghini, salendo d’intensità nella ripresa e mostrando buoni fraseggi e inserimenti da parte di Krhin e Pazienza, autore di un gol poi soffiatogli da una cellula di Cristaldo. Questo tandem, chiacchieratissimo in settimana, ha invece risposto presente sul campo senza far sentire la mancanza di Perez, stanco e mentalmente provato. Lazaros è tornato a fare quello che deve fare, la mezzala, con ottimi responsi mentre a Kone è stato ridato il permesso di svariare sulla trequarti con meno compiti tattici. Anche queste scelte sono state premiate. In fase di supporto all’attacco abbiamo visto un Cech volenteroso e generoso dati i numerosi stop subiti durante l’anno e un Garics formato Redondo all’Old Trafford in occasione dell’azione del pareggio. Chiediamo a György, se sa fare questi numeri da Champions, di metterci qualche cross in area, gesto che richiede sicuramente meno applicazione di quello che ha lasciato sul posto Nagatomo-san.
Visto che il Bologna ha dato buone indicazioni con il ritorno al 3-5-2 o 1-1, ci auguriamo che il Mister lo mantenga: la squadra ha necessità di equilibrio, come si è capito dopo i recenti disastri, e la prestazione di sabato dovrebbe avere spazzato ogni dubbio. Infatti, checché ne dica Mazzarri il quale vede le partite da un’ottica tutta sua, il Bologna ha creato più dell’Inter e ha impensierito Handanovic più di quanto Icardi e Co abbiano fatto con Curci, a questo punto recuperatissimo fra buone parate ed uscite sicure.
Allora il Bologna è vivo? Domanda che è legittima, dato il nulla o il poco fornito contro le dirette avversarie e il tanto prodotto contro Milan ed Inter. Se questa squadra sa giocarsela con le grandi e fa fatica con le dirette concorrenti, bisogna ammettere che siamo di fronte ad un paradosso: è vero che le grandi ti fanno giocare e le piccole ti aggrediscono, ma non sono di certo letali come i top club che possono tramortirti quando vogliono, vedi Balotelli con il missile v1 partito dal suo destro. Morale: prendiamo tutto quello che questo 2-2 ha lasciato in dote e diamo seguito. L’abbiamo già detto e ripetuto al termine di ogni prestazione sopra la sufficienza, speriamo sia la volta buona, sperando che dietro non corrano troppo veloci: il Sassuolo un allungo l’ha fatto.
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