Il dato arrivato ieri dalla società è davvero strepitoso: non ci sono più posti allo stadio Renato Dall'Ara. In occasione di Bologna-Juventus infatti tra abbonamenti e biglietti le sedute più o meno comode e scrostate del nostro stadio saranno tutte occupate. Si tratta di più di 34mila tifosi pronti a passare il loro sabato sera al freddo per guardare una partita di calcio e in tempi di crisi economica e di pigrizia cronica figlia della televisione si tratta di un risultato davvero esaltante. Vuol dire che il calcio è ancora capace di risvegliare la passione delle persone e che la città di Bologna ama ancora follemente la sua squadra. I più pessimisti stanno forse pensando che lo stadio sarà stracolmo di bianconeri? Sicuramente la sfida contro la Juventus muove da sempre numerosissimi tifosi ospiti provenienti da ogni feudo emiliano ma soprattutto romagnolo per vedere almeno una volta all'anno i proprio beniamini zebrati dal vivo. Saranno tanti ma i rossoblu saranno comunque di più e proprio per questo motivo avranno l'obbligo morale di farsi sentire ancora più forti. Gli ottimisti invece credono che molti seggiolini del Dall'Ara saranno riempiti da personaggi attratti più dall'evento che dalla passione per il Bologna? È vero anche che partite così sentite possono diventare vetrine per tifosi a dir poco tiepidi che rispolverano una sciarpa rossoblu estraendola dall'armadio solo un paio di volte all'anno. La voce della curva allora dovrà cantare anche per tutti loro che saranno più preoccupati di guadagnare un'inquadratura di parlare della favolosa serata che li attende dopo la partita. Non pensate a una lettura ingenua dei numeri ma forse dietro al sold out del Dall'Ara c'è qualcosa di più. C'è la voglia di stare vicini a una squadra e ad un allenatore che vengono da tre belle vittorie consecutive e hanno conquistato una salvezza anticipata che ha fatto tirare a tutti un bel sospiro di sollievo. C'è la consapevolezza di avere finalmente (ri)trovato un Bologna che merita tutto il nostro sostegno per sfidare i campioni in carica in una gara difficilissima ma non impossibile e che certamente che sarà onorata fino al novantesimo minuto. C'è il solito grande piacere di ritrovarsi con gli amici sugli spalti del Dall'Ara per soffrire e sudare tutti insieme ma anche magari l'orgoglio di portare un bambino a guardare per la prima volta quei colori di cui si spera che possa innamorarsi perdutamente. Dietro a un Dall'Ara tutto esaurito c'è tutto questo e molto di più: ci sono tutte le nostre storie, le nostre settimane di lavoro, di disoccupazione e di studio pronte a dissolversi come per magia al momento del fischio d'inizio in una sola voce. E in quel momento se anche vedremo qualche macchia bianconera in fin dei conti non ce ne importerà più di tanto.

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