Sabato scorso per molti tifosi rossoblu le provocazioni di Antonio Conte sono state solo l'ultimo di una serie di inconvenienti che hanno messo a dura prova la loro sopportazione. Numerose testimonianze infatti confermano che l'ingresso allo stadio soprattutto nel settore dei distinti si è trasformato in una vera e propria Odissea. Come ricorderete, a metà gennaio si è verificato un crollo di parte del portico di via de Coubertin che da allora è stata chiusa al traffico veicolare e che ha quindi ridotto il numero di ingressi dei distinti ad una sola unità. I costi e i tempi per il ripristino sono ancora indefiniti e nelle ultime gare casalinghe il Bologna aveva saggiamente scelto di ridurre la capienza del settore chiudendone una parte per evitare un afflusso eccessivo di spettatori attraverso l'unica entrata rimasta. Arrivando però la Juventus con il suo stuolo di tifosi locali, si è pensato bene di riaprire tutto lo stadio vendendo fino all'ultimo posto disponibile pur potendo già prevedere facilmente i disagi a cui sarebbero stati sottoposti i tifosi rossoblu. Tralasciando la lunghissima ed inevitabile fila in cui donne e bambini hanno ovviamente rischiato di sentirsi male, i veri disagi sono arrivati in prossimità dell'unico ingresso disponibile che è stato aperto a tutti. Si, avete letto bene: a tutti. I controlli generalmente rigidissimi e intransigenti anche nei confronti dei bambini quindi si sono magicamente trasformati in semplici incitamenti a passare in fretta per far scorrere la fila e i malefici tornelli con cui tutti noi almeno una volta abbiamo avuto seri problemi sono stati fatti girare liberamente con la stessa utilità di una giostra del parco giochi. Le misure di sicurezza che tanto hanno fatto infuriare i gruppi più intransigenti della Curva Bulgarelli e di tutte le tifoserie italiane sono state quindi prontamente ignorate di fronte all'emergenza causata dalla presenza contemporanea di più di diecimila persone davanti a sole sei entrate. Addirittura alcuni presenti affermano che, approfittando del clima di totale anarchia, si siano introdotti al Dall'Ara spettatori sprovvisti di abbonamento o biglietto che quindi hanno creato anche un danno per il Bologna. Ovviamente questi provvedimenti sono stati sensati e opportuni di fronte ad una situazione così critica per l'ordine pubblico e l'incolumità dei presenti, ma il vero problema è un altro. È forse normale che di fronte alla possibilità di un incasso a sei zeri nessuno si sia preoccupato in anticipo delle conseguenze della riapertura dei distinti nonostante l'inagibilità delle entrate? Tanti tifosi a cui in genere vengono ritirate anche le bottigliette d'acqua in occasione di un qualsiasi Bologna-Pescara è naturale che in questo momento si sentano presi in giro di fronte a questa totale disorganizzazione.
© RIPRODUZIONE RISERVATA