Il peggior avvio di campionato nella storia del Bologna merita già un'analisi più approfondita per scoprire dove intervenire per cambiare rotta e riprendere la corsa verso la salvezza.
Partiamo oggi dai giocatori o dalle situazioni che nonostante tutto hanno meritato la promozione sul campo o che sembrano poter fornire una solida base da cui sarebbe giusto ripartire per non dover azzerare tutto il lavoro fatto fino ad ora.
La difesa a tre - Si tratta dell'impostazione tattica con cui Pioli ha raccolto i risultati migliori a Bologna perchè permette di coprire bene l'area di rigore dando quella sicurezza di cui oggi c'è disperatamente bisogno. L'assenza di una diga come quella formata da Mudingayi e Perez pesa, ma il ritorno di Natali da una squalifica coincisa con il tracollo (12 gol subiti su 20 nelle ultime tre gare) e la progressiva crescita di condizione di Sorensen dovrebbero consentire di adottare questa linea difensiva finora provata solo in ritiro ma che potrebbe rappresentare la svolta per il Bologna proprio come successo nel 2011/2012.
Perez leader - Da quando è tornato titolare il Bologna non avrà iniziato ad accumulare successi ma la sua presenza in mezzo al campo si è sentita parecchio pur predicando nel deserto. Diego Perez è a tutti gli effetti il leader silenzioso e carismatico di questa squadra ormai da quattro anni ed è intorno a lui che bisogna impostare la risalita perchè solo l'uruguaiano ha la forza fisica e mentale per guidare i compagni ancora una volta fuori dalle sabbie mobili della retrocessione. Quando c'è da lottare sul campo o da metterci la faccia davanti ai tifosi non si tira mai indietro: è lui l'esempio da seguire.
Cristaldo e Laxalt - Nel triste grigiore di queste settimane ci sono almeno due note positive che hanno dimostrato sul campo di non essere false promesse ma appigli solidi a cui aggrapparsi. Da una parte troviamo l'argentino Cristaldo ed il suo gioco dinamico e grintoso in grado di mettere in difficoltà anche difensori più forti fisicamente: si può impostare anche il gioco su di lui unica punta come fece l'anno scorso il Siena con Emeghara. Dall'altra parte c'è invece il terribile Laxalt, ragazzino tutto cuore e polmoni con idee chiare e piedi molto più fini di quanto ci si aspettasse: oggi è assolutamente un intoccabile dell'undici rossoblù.
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