Il Bologna è ripartito a San Siro dal punto esatto in cui aveva concluso all'Olimpico di Torino: sofferenza e sacrificio. Se la somma degli indizi porta sempre ad una prova concreta possiamo affermare che la squadra presa a mano da Ballardini ha riscoperto il carattere e lo spirito di gruppo anche senza la stella di Diamanti e che tatticamente il 3-5-2 privo proprio del fantasista sembra essere il modulo giusto per dare certezze ad una squadra apparsa più volte allo sbando negli ultimi mesi. Perez e compagni hanno atteso il Milan nella propria metà campo praticamente per tutto il primo tempo concedendo spazio ma senza farsi schiacciare, applicando con consapevolezza e cognizione di causa concetti semplici come l'elastico tra i reparti e la marcatura a uomo sugli avversari più importanti. Ballardini ed il suo staff sono evidentemente ripartiti dalle basi, azzerando le gerarchie precedenti e puntando sulla forza data dalla compattezza difensiva per provare a ricostruire un'identità di squadra e di conseguenza riscoprire anche la voglia di giocare a calcio. Nella ripresa infatti il Bologna ha sostanzialmente messo alle corde il più quotato Milan premendo sull'acceleratore e trovando sulla sua strada un buon Abbiati e tanta sfortuna ma dimostrando anche di saper fare circolare il pallone con un discreto giro palla. Proprio in quel momento però è arrivato l'errore o comunque l'indecisione che è poi risultata fatale. Quando i rossoneri sembravano pronti per il colpo del ko che ne avrebbe annientato anche gli ultimi brandelli di speranza, Ballardini ha deciso di attendere le mosse del collega e così mentre Seedorf buttava dentro forze fresche il Bologna si è trovato a perdere il terreno conquistato anche a causa dell'inevitabile stanchezza. Quando era il momento di premere sull'acceleratore insomma si è deciso di tirare il freno e alla fine la gara è stata risolta da una grandissima giocata individuale su cui poco avrebbero potuto i rossoblù che oggi vengono accusati per un posizionamento imperfetto: certi gol nascono dal talento innato prima ancora che dai piedi e Balotelli non gioca nel Bologna. Gli ingressi di Laxalt e Friberg poi destano più di una perplessità soprattutto per il segnale remissivo dato ad un gruppo che fino a cinque minuti dal novantesimo sembrava aver ancora la voglia di lottare su ogni pallone a testa alta. E così in due incontri stagionali sono ben tre i punti regalati ad un Milan irriconoscibile, tutti frutto di una gestione almeno discutibile del finale. Il prossimo avversario sarà molto più duro ma a prescindere dal risultato sarà indispensabile dimostrare di essere pronti a fare ancora un passo avanti: c'è lo spirito giusto per salvarsi ma tutti devono esserne convinti fino alla fine non solo della stagione ma anche di ogni singola gara.
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