Conferenza stampa prepartita di buon mattino per Davide Ballardini, che nel pomeriggio salirà sul pullman e prenderà la Fi-Pi-Li in direzione Livorno. Ieri Cristaldo aveva paragonato l’incontro a una finale, ma il mister rossoblù ci tiene a calmare le acque: “È una partita importante, stiamo bene e faremo bene. Ma domani c’è quella e dopodomani ce ne saranno delle altre”. Quella livornese non sarà quindi l’ultima spiaggia del Bologna, come invece era stato il Dall’Ara per il Sassuolo sei giorni fa. E tornando a quella gara, Ballardini ha un’opinione netta: “Avevamo preparato il match con tante assenze, e abbiamo disputato il più brutto primo tempo della nostra gestione. Questa settimana siamo tornati alla normalità – spiega – e abbiamo lavorato molto bene”. Mancheranno solamente Ibson e il lungodegente Della Rocca, infatti, e tornerà a disposizione Kone. Su dove impiegarlo ne sono state dette tante, e al Picchi pare certo che il greco si prenderà la fascia destra al posto di Garics: “Panagiotis ha qualità importanti: è un giocatore forte, generoso e vede la porta. Finora si è espresso meglio sulla trequarti – continua – ma in quel ruolo ha giocato poche volte”. Con l’ex bresciano in fascia si prospetta un Bologna a trazione anteriore, che proverà a mettere fine all’abulia offensiva con la coppia praticamente inedita formata da Cristaldo e Acquafresca: “Si completano – sostiene il tecnico – perché il Churry è bravo a muoversi per il campo mentre Robert è più finalizzatore. Comunque l’attacco è al completo, stanno tutti bene”. Come sappiamo l’ex punta del Cagliari fu lanciata giovanissima da Ballardini sei anni fa, ma l’allenatore romagnolo rivela di avere un discreto fiuto per gli attaccanti: “Quando arrivai a Palermo Cavani veniva impiegato come esterno di centrocampo, lo spostai davanti e fece quindici gol. A Genova – prosegue – stesso discorso con Floro Flores e Palacio”. Certo col Bologna di quest’anno le cose appaiono più difficili da aggiustare, vedremo domani se sarà la volta buona.
Passando al Livorno, con Di Carlo in panchina la squadra ha cambiato marcia, rivelandosi una formazione dal notevole potenziale offensivo ma confermando carenze preoccupanti sulla retroguardia: “Sì davanti sono forti, mentre dietro sono fragili. Dovremo essere bravi in entrambe le fasi di gioco, in quel caso possiamo dare problemi agli altri”. Un giocatore da tenere sott’occhio tra i labronici sarà sicuramente Emerson, difensore centrale dotato di un gran tiro dalla distanza (sì, come Balotelli): “Dovremo accorciarlo nella nostra metà campo. Però – sottolinea – resta un difensore, per cui se si porterà in avanti dovremo approfittare degli spazi che creerà alle sue spalle”. In attacco, assieme a un Paulinho già in doppia cifra, troveremo Ishak Belfodil. Il franco-algerino è il rimpianto di numerosi tifosi, e si era parlato di un suo possibile ritorno a gennaio. Ballardini, però, non conferma: “Non so nulla. E io non sono mai stato contattato per allenare il Livorno”.
I tre punti il Bologna non li ottiene dall’Olimpico di Torino, e una vittoria domani sarebbe di importanza capitale. Formule magiche per conquistarla, tuttavia, non ce ne sono: “Gli ingredienti per ottenere risultati importanti sono solo questi: lavoro, motivazione, qualità e coinvolgimento di tutti. E poi – aggiunge – il rispetto reciproco. Non importa se i ragazzi mi danno del tu o del lei, l’importante è che ci divertiamo e che lavoriamo molto bene assieme”. Ed è proprio questo a dare fiducia al tecnico romagnolo in vista del finale di stagione: “Noi siamo il Bologna – afferma con orgoglio – abbiamo una squadra seria con giocatori di qualità e ben assemblati: questo mi fa star sereno. Da qui alla fine ci sono tutte le condizioni per dare del nostro meglio”. Dando il meglio, domani a Livorno si vince: incrociamo le dita.
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