Alla vigilia della gara contro una pagina importante del suo passato recente, Davide Ballardini si è presentato oggi in conferenza stampa per presentare l'impegno del suo Bologna a Genova. "Mancano così poche partite - ha esordito il mister - che domani dobbiamo fare una bella partita e portarne a casa i frutti. Non chiedo il bel gioco anche se in genere i risultati ne sono una diretta conseguenza, ma solo di fare punti meritandoseli sul campo. Il Genoa è una squadra che è già tranquilla ma ha valori importanti e che soprattutto, parlo per esperienza, punta sempre a fare un punto in più della Sampdoria quindi non aspettiamoci un atteggiamento morbido" Il tecnico poi parla del momento dei suoi ragazzi esordendo con una battuta: "Se in settimana ci avete visti allenarsi male forse potrebbe essere un buon segnale. Infatto quando invece sembra che vada tutto bene poi alla domenica facciamo schifo. A parte gli scherzi, mercoledì abbiamo lavorato molto e bene quindi ci sta che giovedì che siamo apparsi cotti. Ieri invece la squadra stava bene e mi sembra pronta. Non ci saranno Laxalt, Moscardelli e Stojanovic ma ce la fa Crespo. Bianchi è un grande professionista, si allena sempre nel modo giusto e per domani vedremo". Non manca poi una specifica di natura tattica: "Lo schema non cambierà: al massimo ci sarà qualche aggiustamento a partita in corso". L'attenzione di Ballardini si sposta poi sul tifo rossoblù: "I bolognesi hanno ragione ad essere pessimisti - ammette candidamente - perchè la prestazione di domenica è stata insoddisfacente. Non dobbiamo mandare messaggi verbali ma la gente deve vedere sul campo che abbiamo la testa ed il cuore per superare le difficoltà: niente proclami. È una stagione così e non credo che sia cambiata da gennaio, è una stagione tribolata in cui la squadra per difficoltà strutturali non sempre riesce a reagire nel modo giusto. Però io ho piena fiducia nei miei giocatori e credo di avere una squadra competitiva che lavora bene. Possiamo giocarcela tranquillamente con metà delle squadre del nostro campionato e pretendo che queste qualità che vedo emergano sul campo". Infine il tecnico precisa il suo punto di vista sulla situazione nata in città tra i tifosi ed il presidente Guaraldi: "Premetto che non sono mai stato un ruffiano e credo che la mia carriera sia qui a testimoniarlo, ma personalmente ritengo che i cori contro questa proprietà in occasione dell'allenamento di giovedì siano stati inopportuni. Qui a Casteldebole il padrone è il presidente Guaraldi e, anche se le persone sono arrabbiate e hanno diritto di esserlo, devono manifestare il loro disappunto nei luoghi giusti. Venire qui a farlo credo che non sia stato corretto".

Immagine non disponibile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti