C'era una volta un Bologna con le ali. No, nessun riferimento alla bibita dal famoso slogan, ma si tratta solo di un ricordo di quella che fu una squadra che basava il suo gioco sulle ali. Limitandosi a rivangare i tempi "gazzoniani", il Bologna ha avuto il piacere di veder giocare gente come Carlo Nervo, Davide Fontolan e Jonathan Binotto, per citare i più famosi e amati per via del loro apporto alla causa rossoblù. Quel Bologna che viveva degli spunti di quelle ali era divertente e sicuramente ricco di talento che faceva del gioco sugli esterni, un vero e proprio punto di forza. Se ci soffermiamo su Carlo Nervo, ricorderemo tutti come fosse una spina nel fianco per chiunque doveva affrontare il Bologna: i suoi dribbling, i suoi inserimenti, la sua duttilità ed i suoi cross erano funzionali al gioco delle punte che venivano spesso messe in condizione di andare a rete sfruttando i suoi assist. L'ala che salta l'uomo, ha il cambio di passo e va al cross per la punta è un grande classico del calcio e al di la dei moduli di gioco e del credo tattico dell'allenatore, rimane un ruolo affascinante che può dare tanto se inserito in un contesto adeguato. Ad oggi il Bologna ha un attaccante come Alberto Gilardino che è notoriamente un uomo d'area che sa sfruttare al meglio i cross e gli spazi in area di rigore; alla luce di questo, quanto può essere utile un esterno, con le suddette caratteristiche che supporti il gioco del centravanti? Moltissimo. Se il presidente Guaraldi riuscirà a trattenere Gilardino sotto le Due Torri come sembra essere nelle sue intenzioni, Genoa permettendo, ecco che ragionare su un investimento per un giocatore di questo genere potrebbe rivelarsi una mossa azzeccata. Logicamente tutti siamo a conoscenza delle scarse risorse economiche del club in sede di calciomercato, ma dovendo concentrare la liquidità a disposizione su un ipotetico investimento, un'ala potrebbe essere utile e funzionale ad un Bologna che a fine agosto possa contare ancora su un uomo col gol addosso come Gilardino. Andando oltre ai discorsi tattici e finanziari, rimane il fatto che la figura dell'ala è un'istituzione nel calcio ed è sempre un piacere vedere un giocatore puntare il marcatore, saltarlo, e magari far gol oltreché farlo fare. La speranza o il sogno, è di riscoprire questo ruolo nel Bologna prima o poi, magari, perché no, nella stagione 2013/14.
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