Questa è sicuramente la domanda più frequente che si pongono i tifosi rossoblù da quando ieri mattina è stata resa nota l'apertura della campagna abbonamenti per la stagione 2013/2014. A dire il vero non ci si può sorprendere della tempistica visto che lo scorso anno la data di inizio è stata il giorno 11 giugno mentre nell'estate 2011 il via era stato dato il giorno 20. La vera sorpresa arriva però guardando quello che sta succedendo a livello di mercato visto che una delle poche certezze confortanti per il momento sembra essere data dalla presenza in panchina di Stefano Pioli. Nella serata di ieri è arrivato poi l'annuncio del riscatto di Kone dal Brescia, altra buona operazione che però non può certo fare da traino alla corsa all'abbonamento. Solo due giorni fa infatti l'indiscrezione dell'addio di Perez al Bologna si è aggiunta a tutte le altre inquietanti voci che stanno rendendo questo avvio d'estate un vero e proprio incubo per i tifosi rossoblù. Neanche in preda al più cieco pessimismo infatti ci si sarebbe potuti aspettare di poter perdere fino a sei undicesimi della squadra titolare e invece ecco che Curci, Sorensen, Perez, Diamanti, Gabbiadini e Gilardino hanno tutti ottime probabilità di proseguire la loro carriera lontano dalle Due Torri. A questo punto è davvero lecito chiedersi a cosa si verrà chiamati ad abbonarsi. La rosa rossoblù infatti per il momento prevede un portiere teenager, qualche centrale difensivo più o meno infortunato, un vasto assortimento di centrocampisti mediocri, il consueto nulla cosmico sugli esterni e l'unica certezza Moscardelli in attacco. Per quanto possa essere simpatico e carismatico, il barbuto attaccante italo-belga difficilmente potrà essere proposto come volto mediatico di una campagna abbonamenti che chiede ai bolognesi di versare denaro a scatola ermeticamente chiusa. Ovviamente si può controbattere che l'abbonamento è un atto di fede che si compie a prescindere solo per amore della maglia, ma non bisogna dimenticarsi neanche di quale sia stata l'utilità di un analogo gesto nell'inverno 2011 per diventare soci del club e salvarlo dal fallimento. L'associazione dei tifosi continua a vivere e ad impegnarsi al massimo delle proprie possibilità, ma la prospettiva di partecipare in modo attivo alla vita del Bologna diventando una voce importante nelle stanze del potere sembra ormai una mera utopia. Basti pensare al silenzio assordante con cui il club ha risposto alla richiesta dei gruppi non tesserati della Curva Bulgarelli che chiedevano un impegno analogo a quello compiuto dalla Roma per consentire ai propri tifosi di seguire la squadra anche in trasferta senza acquistare la famigerata Tessera del Tifoso. Difficile allora che da lunedì prossimo si possano vedere code sterminate di bolognesi in fila per sottoscrivere l'abbonamento ad un Bologna che per il momento non esiste e che mai come oggi lascia seri dubbi sulla volontà di dare un seguito ai proclami di crescita e progettualità.
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