In Italia si perde troppo in fretta la pazienza e spesso bastano un paio di partite senza gol per convincersi che un attaccante abbia perso smalto e fame agonistica battezzandolo come finito. Per questo motivo non c'è da meravigliarsi del fatto che nelle ultime settimane a Bologna sempre più tifosi si stiano interrogando allo stadio e nei bar sullo stato di forma di Alberto Gilardino e sulla qualità del suo apporto al gioco dei rossoblu. Non è la prima volta in stagione che l'attaccante attraversa un periodo grigio dal punto di vista realizzativo, ma avvicinandosi il mercato estivo iniziano a nascere anche dubbi sull'opportunità di confermarlo alla guida dell'attacco di Pioli provando a riscattarlo dal Genoa che dovrebbe operare un forte sconto in seguito all'affare Portanova. Partendo dal punto di vista fisico si può dire senza ombra di dubbio che la stanchezza inizi a farsi sentire dopo più di trenta partite stagionali trascorse a lottare per novanta minuti spesso in inferiorità numerica contro i difensori avversari. Inoltre appare evidente che Gilardino si sia presentato a settembre al top della condizione atletica e che, non potendo mantenere a lungo lo stesso status, nell'ultimo mese tenti più raramente l'anticipo sul difensore forse proprio a causa di uno stato di forma non ottimale. Un attaccante poi vive per il gol e quindi probabilmente egli è proprio il primo a soffrire per questa astinenza che si prolunga ormai da più di un mese e anche a livello psicologico ogni partita che passa senza gonfiare la rete diventa un problema in più da aggiungere alla lista. A dimostrazione di questo crescente nervosismo possiamo notare le recenti due ammonizioni (le prime stagionali) arrivate in seguito ad una condotta di gara meno corretta del solito. Da qui a dichiarare ufficialmente aperta la crisi di Gilardino però il passo è decisamente lungo. Il suo periodo di astinenza dal gol infatti non a caso si collega alle assenze pesanti di Perez e Diamanti ovvero due giocatori che migliorano complessivamente il livello del Bologna consentendo anche al bomber di ricevere palloni più giocabili. Il vero problema però è ancora l'assenza drammatica di passaggi decenti provenienti soprattutto dagli esterni che Gilardino potrebbe trasformare facilmente in gol sfruttando la sua esperienza contro i centrali avversari. Se finora l'attaccante rossoblu ha messo a segno undici reti su azione, quante ne avrebbe realizzate se avesse avuto un rifornimento costante di cross tesi e calibrati provenienti dalle fasce? Ecco la domanda che dovremmo porci tutti prima di mettere in discussione anche la conferma futura in rossoblu di uno dei migliori attaccanti passati per questa città. A maggior ragione visto che la sensazione attualmente è che proprio Gilardino possa essere un'operazione di mercato molto più facile da concludere con successo rispetto al rinnovo di Perez o alla permanenza di Diamanti.
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