di Alessio Sarra e Matteo Ragazzi
da un'idea di Manuel Minguzzi
Il secondo appuntamento di questo viaggio in sei tappe su tutti i presidenti rossoblù, sarà interamente incentrato sul trentennio di presidenza Renato Dall'Ara, culminato con la vittoria dello scudetto poco dopo la sua scomparsa.
Renato Dall'Ara 1934-1964: nel 1934 arrivò la nomina a primo commissario straordinario e poi a presidente di Renato Dall'Ara. La seconda metà degli anni trenta rappresentò un periodo d'oro per la squadra bolognese, che vinse due scudetti consecutivi, nel 1935-1936 e nel 1936-1937, ed un altro nella stagione 1938-1939. Il 1937 è ricordato come un anno storico per il club, oltre all'affermazione in campo nazionale, il Bologna vinse il Trofeo dell'Esposizione a Parigi, umiliando il Chelsea in finale per 4-1. Il Bologna divenne così la prima squadra italiana a sconfiggere una squadra inglese in un torneo internazionale. Il gruppo guidato dall'allenatore ungherese Arpàd Weisz divenne celebre come "lo squadrone che tremare il mondo fa". I rossoblù continuarono a rendersi protagonisti nella coppa Mitropa, senza però vincerla nuovamente. Il ritiro del bomber Angelo Schiavio non lasciò un vuoto incolmabile, Hèctor Puricelli, dal 1938-1939, divenne il nuovo centravanti della squadra. Dopo i fasti degli anni trenta, la nuova decade incominciò nel migliore dei modi: il campionato 1940-1941 si svolse all'insegna del duello tra Bologna e Ambrosiana-Inter, duello che vide i rossoblù spuntarla, guidati nuovamente da Felsner, cucendosi al petto il sesto scudetto della loro storia. I successi iniziarono però a venire sempre meno, e in alcuni casi la squadra rischiò la retrocessione in Serie B. I calciatori di qualità trovarono comunque posto, come Gino Cappello e il nazionale danese Ivan Jensen. Gli anni cinquanta iniziarono nel peggiore dei modi, l'annata 1951-1952 fu quella della "Grande Paura", il Bologna si piazzò sedicesimo, con solo un punto in più della retrocessa Lucchese, peggiore piazzamento nella storia del Bologna Football Club. Dall'Ara cambiò tutto, la stagione successiva fu quella del riscatto, la squadra chiuse in quinta posizione. Arrivarono altri giocatori di qualità e spessore tecnico come Gino Pivatelli e Ugo Pozzan. Gli anni cinquanta furono gli anni del limbo, la squadra era competitiva, ma non abbastanza per tornare a vincere lo scudetto. Il decennio si chiuse con un quinto posto, ma soprattutto si affacciò in prima squadra Giacomo Bulgarelli, destinato a diventare capitano, bandiera e leggenda del Bologna. L'arrivo dell'allenatore Fulvio Bernardini agli inizi degli anni sessanta portò una ventata d'aria fresca e bel gioco, tanto da far esclamare all'allenatore rossoblù: "così si gioca solo in paradiso", al termine della partita vinta 7-1 ai danni del Modena. La stagione 1963-1964 fu quella della definitiva svolta, agli affermati Haller, Fogli, Pascutti e Bulgarelli, venne aggiunto il giovane William Negri, per risolvere i problemi difensivi. L'inizio di campionato fu stentato, ma i risultati iniziarono ad arrivare, il primo marzo 1964 il Bologna sconfisse il Milan a San Siro, agguantando la vetta della classifica. Solo tre giorni dopo, cinque giocatori rossoblù vennero trovati positivi al test anti-doping, i calciatori vennero così squalificati per 18 mesi insieme all'allenatore, ed il club penalizzato di tre punti. Le controanalisi dimostrarono però l'innocenza dei cinque: i tre punti vennero restituiti e le squalifiche annullate, permettendo al Bologna di agganciare l'Inter in vetta. Il campionato finì clamorosamente con due squadre al primo posto, per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964. Tre giorni prima, il 4 giugno 1964, era morto improvvisamente per infarto il presidentissimo Renato Dall'Ara. Il Bologna vinse la partita per 2-0, con reti di Fogli e Nielsen, conquistando il settimo e storico scudetto della storia del club. Nel 1983 la città di Bologna ha dedicato e intestato al mitico presidente lo stadio comunale.
Nella terza puntata affronteremo il quindicennio post Renato Dall'Ara.
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