Il Bologna di Domenico Tedesco alla ricerca dei tre punti per salire in classifica

Tedesco

Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco

Il Bologna torna al Maradona con un bagaglio di ricordi diverso da quello di qualche stagione fa. Per anni Fuorigrotta è stata una delle trasferte più ostiche del calendario rossoblù, un campo dove i punti si contavano col contagocce. Le ultime visite, però, hanno raccontato un'altra storia: due colpi esterni in tre anni, l'ultimo appena quattro mesi fa.

Le ultime cinque al Maradona: tre successi azzurri, due rossoblù

Guardando alle ultime cinque sfide di campionato giocate a Napoli - esclusa quindi la finale di Supercoppa del dicembre 2025, vinta 2-0 dagli azzurri a Riyad in campo neutro - il bilancio dice tre vittorie del Napoli e due del Bologna. I successi partenopei portano la data del 2021/22 (3-0), del 2022/23 (3-2) e del 25 agosto 2024, quando finì ancora 3-0.
Bologna FC v US Sassuolo - Serie A 2026/27

In mezzo, l'impresa dell'11 maggio 2024: uno 0-2 costruito in dodici minuti, con Dan Ndoye al 9' e Stefan Posch al 12', reso ancora più pesante dal rigore parato da Federico Ravaglia a Matteo Politano. Il precedente più fresco è invece quello dell'11 maggio 2026: 2-3, con Bernardeschi e il rigore di Orsolini a firmare il doppio vantaggio, la rimonta di Di Lorenzo e Alisson Santos e la semirovesciata di Rowe a decidere tutto al 90'.

Un bilancio storico che resta pesante

Allargando l'orizzonte, però, i numeri restano severi. In Serie A il Bologna ha giocato a Napoli sessantasette volte, con dodici vittorie, ventitré pareggi e trentadue sconfitte. C'è poi una tendenza che dice molto sul carattere della sfida, perché al Maradona il segno X non si verifica dal 2011/12, quando la gara terminò 1-1: un quadro che vale la pena tenere a mente anche per chi consulta i pronostici delle partite di serie a in vista del match. Da quindici anni, insomma, chi arriva a Fuorigrotta esce dal campo con tre punti o con zero, senza vie di mezzo. Pesano anche le oltre centoquindici reti incassate a Napoli, un bottino che colloca i rossoblù tra le squadre a cui i partenopei hanno segnato di più nella storia del massimo campionato. Un contesto storico che, però, il Bologna ha imparato a interpretare in modo nuovo.

Il presente: due avvii da dimenticare

L'attualità, del resto, ridimensiona il peso della statistica. Il Bologna di Domenico Tedesco ha raccolto un solo punto nelle prime tre giornate: due sconfitte di misura contro Lazio e Atalanta, entrambe per 0-1, poi il 2-2 interno con il Sassuolo, recuperato due volte e risolto solo dal gol di Dovbyk in pieno recupero, dopo quello di Piccoli. Segnali incoraggianti davanti, molto meno dietro, dove i rossoblù restano fragili.

Dall'altra parte il Napoli di Massimiliano Allegri non se la passa meglio: tre punti, il successo iniziale 0-2 a Marassi col Genoa e poi due ko consecutivi, prima in casa con il Como (1-2) e quindi a San Siro contro l'Inter, dove gli azzurri hanno dilapidato il doppio vantaggio firmato Politano e Hojlund crollando tra il 56' e il 91', perdendo 3-2. Cinque gol subiti in due partite: al Napoli non capitava dal 2023/24. Un dato che racconta una fase difensiva ancora da registrare e che apre uno spiraglio per chi arriva a Fuorigrotta.

Per invertire davvero la tendenza, quindi, ai rossoblù serviranno le due cose finora mancate: solidità dietro e lucidità nei momenti chiave, esattamente ciò che nel maggio scorso aveva premiato la squadra nel finale. Il precedente, in questo senso, è l'argomento migliore a disposizione di Tedesco: quel 2-3 ha dimostrato che al Maradona si può restare in partita anche partendo da un contesto storico sfavorevole, a patto di non concedere agli avversari i venti minuti di dominio che nelle prime giornate sono costati caro. La storia dice Napoli, gli ultimi precedenti a Fuorigrotta dicono altro. Domenica 13 settembre alle 18 si capirà quale di queste due letture peserà di più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti