Il tecnicco già in passato a più volte affrontato questo genere di sfide

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MONZA E ATALANTA COME ESEMPI DA CUI RIPARTIRE

Tra le esperienze già vissute dal classe 84', saltano subito agli occhi, in relazione alla situazione del Bologna, quelle di Monza e Atalanta. Con i brianzoli l'ex tecnico viola, dal suo insediamento in panchina, avvenuto in seguito all'esonero di Giovanni Stroppa, ha realizzato nove punti nelle prime tre giornate, compresa la vittoria ai danni della Juventus nella prima assoluta in Serie A, e perdendo nelle successive tre contro Milan, Empoli e proprio Bologna, concludendo poi la stagione a quota 52 punti, e diventando il miglior allenatore per punti e posizionamento dell'era Berlusconi. In seguito poi all'addio, più che prematuro, in quel di Firenze, si è trovato a pochi mesi dall'inizio del campionato su una panchina che definire "scottante" è un eufemismo, ovvero quella della Dea, in sostituzione ad Ivan Juric, e a dover prendersi carico di una delle eredità più pesanti del calcio moderno, ossia quella di Gasperini. Con i nerazzurri l'epilogo è lo stesso di Monza, in sei partite tre vittorie, contro Fiorentina, Cagliari e Genoa, e tre sconfitte, contro Napoli, Verona e Inter, raggiungendo alla fine con 59 punti il settimo posto, valevole per la Conference League, oltre che distinguendosi come miglior italiana in Champions. Insomma, una cosa è certa, al Bologna servono punti e risultati, e nessuno meglio di Raffaele Palladino sa come ottenerli. Un uomo di poche parole che preferisce lasciare parlare il campo, e perfetto se si vuole anche ricominciare a sentire quel profumo di Europa, che ci si sembra essere dimenticati.

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