Gotti esplicito dopo la Lazio: "Mattia adatto se si gioca negli ultimi 20 metri". Tradotto significa: preferiamo l'argentino

Fa ancora parlare la conferenza di Luca Gotti nel post partita di Lazio-Bologna. Proviamo spiegarci. Al sottoscritto è piaciuta per i modi: dopo due anni di concetti stantii con Donadoni, aver trovato un interlocutore capace di argomentare a noi non è parso vero. Almeno sono arrivate risposte (opinabili, come tutte) ma tali, non prese di posizione difensive come 'chi avrei dovuto mettere?' o 'se avessi messo tizio avrebbe fatto gli stessi errori di caio' ecc. Qui è racchiuso il mio elogio a Gotti a cui affiderei sul serio almeno un po' delle conferenze stampa da qui alla fine. Poi c'è il resto.

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Uno dei temi principali è stato senza dubbio Mattia Destro, in panchina all'Olimpico. A mio modesto parere la situazione è semplice: il Bologna è una squadra difensiva, mentre lo staff tecnico vede in Destro un giocatore da 'ultimi venti metri'. In sintesi, se il Bologna avesse un gioco Destro sarebbe perfetto, siccome non ce l'ha e vive di ripartenza, di sacrificio degli attaccanti, di baricentro basso, Donadoni e Gotti preferiscono Palacio, giocatore capace di strappare l'occhio per movimenti e sostegno alla squadra. Ma lo aiutano le caratteristiche fisiche di un giocatore leggero ma rapido e mediamente veloce, quindi più agevolato a rincorrere chiunque e sgobbare come un matto. Destro, invece, più strutturato e meno veloce, ha caratteristiche diverse che lo portano ad essere più in difficoltà in ripartenza. Qui la spiegazione banale estrapolando una frase di Gotti che lui ha provato declinare sulla singola partita di Roma ma che, vedendo lo spartito generale delle statistiche rossoblù, vale anche per le altre. E qui nasce l'equivoco: una squadra che si salva a metà campionato come il Bologna non potrebbe provare a valorizzare l'acquisto più oneroso dell'era Saputo?

La domanda è: perché non provare a rendere il Bologna una squadra più propositiva, magari capace di giocare un po' di più nella metà campo altrui e meno nella propria? O meglio: se uno dei nostri migliori giocatori ha determinate caratteristiche secondo Gotti, perché non inserirlo in un contesto più adatto? Appare dunque strano che un attaccante del calibro di Mattia - che piaccia o meno fa un gol ogni tre partite - possa rimanere a guardare in una squadra del livello del Bologna. Perché se per tanti la rosa rossoblù è piena zeppi di giocatori mediocri, e che Donadoni farebbe rendere più del dovuto, Mattia Destro in panchina è un controsenso. O il dieci è un giocatore veramente scarso, da Serie B per intenderci, oppure dovrebbe giocare sempre col livello basso del Bfc come sentenziato da alcuni. In ogni modo la si guardi si evince il cortocircuito dello staff tecnico: Donadoni ha sempre battuto sul tasto della determinazione in allenamento e dall'altra parte Gotti ha parlato di professionista esemplare, mentre sul campo col livello basso della squadra Destro dovrebbe giocare sempre, con un livello più alto - quindi maggior competitività in attacco - sarebbe il Bologna a dover giocare meglio. Non c'è molto altro da dire: con la teoria di Gotti, Destro non potrebbe mai giocare contro le prime 7-8 della classifica (quelle che ti imporrebbero una partita difensiva), ma il Bologna alla fine non produce un calcio offensivo nemmeno contro le altre, di conseguenze per Destro non ci sarebbe comunque posto. In una squadra di media classifica per Destro non c'è spazio...Quando potremo vedere Verdi, Destro e Palacio assieme? Quando il campionato è finito e qualcuno sarà già andato via? Questo 'esperimento' non si potrebbe fare in campionato con un Bologna salvo a dicembre? E' incredibile che la risposta sia no...

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