Esperienza, trofei e duttilità: ecco perché Darmian può essere un colpo perfetto per Palladino
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Dagli esordi ai primi trofei: la carriera
La carriera di Darmian parte sempre da Milano, ma dalla sponda rossonera. Cresciuto nelle giovanili insieme a Paloschi, Aubameyang e Simone Romagnoli, ha debuttato in Serie A a San Siro il 19 maggio 2007, contro l’Udinese, nel Milan di Ancelotti. È tornato in campo in campionato nella stagione 2008/09, ancora contro i friulani: il 21 dicembre 2008 ha preso il posto di Antonini nel successo per 5-1. In quella squadra figuravano campioni come Paolo Maldini, Pirlo, Seedorf, Ronaldinho, Kakà e Pato.
Dopo il Milan è arrivata la gavetta in Serie B al Padova, poi il passaggio al Palermo in Serie A, con il debutto in Europa League. Successivamente, al Torino, ha ritrovato la competizione europea, segnando la sua prima rete internazionale contro il Brommapojkarna, nel ritorno del terzo turno preliminare del 7 agosto 2014.
Dopo Torino è arrivato il grande salto al Manchester United, dove è rimasto per quattro stagioni, esordendo in Champions League e condividendo lo spogliatoio con campioni come Rooney, Ibrahimović e Pogba.
L’addio all’Inghilterra lo ha riportato in Italia, al Parma, prima del passaggio, un po’ a sorpresa, all’Inter. In nerazzurro ha vissuto sei stagioni, conquistando nove trofei e dimostrando di sapersi ritagliare un ruolo importante anche in una squadra costruita per vincere.
Ora potrebbe attenderlo una nuova esperienza in rossoblù, al servizio di Palladino. La condizione fisica resta l’ultimo aspetto da valutare, ma l’esperienza e la versatilità del classe ’89 rappresentano due buoni motivi per credere nella scelta del Bologna.
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