Leggevo il Carlino e la notizia che Saputo tornerà a Bologna per il derby, portando con sé 25 milioni di euro per l'aumento di capitale che garantirà al Bologna di terminare questa costosissima stagione. I lasciti di Guaraldi si fanno sentire e sborsare 40 milioni di euro per una società sull'orlo del fallimento può essere considerato da pazzi. E in realtà lo è. Detto questo però, chi ammira da qui le prodezze economiche del nuovo proprietario, non può fare altro che ringraziare. Siamo dove abbiamo sempre desiderato essere. Meglio così, anche se hai sempre la sensazione che il ricco possa un giorno stancarsi di buttare via denaro, ma per evitare questo occorrerà tornare presto in Serie A e generare introiti per il Bologna e per il suo proprietario, che non può sempre gettar dentro benzina nel motore. Ad ogni modo, se solo torniamo con la mente all'estate, alla retrocessione, a Guaraldi, ai debiti e ad una sopravvivenza legata a doppio filo ad un paracadute sbloccato da Lotito, capiamo che ora il mondo si è capovolto, o meglio, raddrizzato. Se però gettiamo il nostro sguardo a meno di cento chilometri da qui, nutriamo la consapevolezza che - per una volta - la fortuna ha bussato a questa porta e non a quella di altri. Manenti venne respinto da queste parti (una delle poche cose buone fatte dalla vecchia proprietà) mentre, in extremis, sono state aperte le porte agli americani e a Saputo. Sia benedetto quel cda in cui i soci virarono decisi sull'offerta americana facendo tornare a casa con le pive nel sacco Baraldi, dopo che Zanetti, da presidente in pectore, aveva lanciato strali dalle tribune di Vicenza verso chi aveva disturbato la sua pennichella pomeridiana.

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Non dimentichiamoci nemmeno di Montaquila, ora nel mirino della critica a Monza per via di una società ad un passo dal fallimento. Il tutto assieme al prode Di Stanislao. Non è strettamente colpa loro, in Lombardia hanno cambiato proprietà almeno tre volte senza vedere un euro, diciamo che si stanno sbattendo per salvare il club, forse ci riusciranno, ma di certo appare chiaro come le loro risorse non sarebbero state sufficienti per fare altrettanto qui. Lottano per far desistere i creditori che da tempo hanno presentato istanza di fallimento. Insomma, saremmo potuti cadere in tante mani pericolose ma invece siamo stati colti come fiorellini in un prato da chi ha davvero a cuore la nostra esistenza. E dire che c'è stato qualcuno pronto a definire Tacopina un "puffarolo" più il contorno mediatico basato sul "non si sa se Saputo c'è", ma per stavolta i fatti hanno smentito i pessimisti e i gufi, poi, il semplice aspetto che Saputo abbia deciso di mettere ha mano al portafoglio per una cifra vicini ai 40 milioni di euro la dice lunga sulla credibilità dei nuovi proprietari. I soldi ci sono, nelle casse. Fine dei giochi.

Tutti quelli che nel corso dei mesi si sono fidati del secondo sbarco tacopiniano potrebbero prendersi sontuose rivincite a distanza di 5 mesi, in parte lo facciamo perché davvero ne abbiamo sentite troppe, ma invece di godere in barba a chi cercava di vedere tutto nero, ci limitiamo a constatare come il futuro davvero possa essere più roseo e splendente. A patto che, occorre ribadirlo, si torni in A immediatamente. Non è pensabile rimanere ancora privi dei trenta milioni di Sky e di palcoscenici importanti a livello nazionale, soprattutto, con la Serie A aumenteranno i proventi da sponsor, botteghino e marketing, dando il via al primo step di rilancio economico del club che - nella mente dei nuovi proprietari - dovrà dotarsi di un'autonomia finanziaria sufficiente ad evitare ancora clamorosi buchi di bilancio. Lo so che è presto, ma io inizio a pensare al mercato estivo, ai nomi affascinanti e alla nascita del calendario e a segnare col cerchietto rosso le partite contro le big. Volo di fantasia, ma è inevitabile farlo. Poi mi risveglio e penso: dai Bologna, conquista questa benedetta Serie A...Hai un proprietario che ti vuole bene, tanto bene.

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