~~Quattro partite (trecentosessanta minuti) senza segnare in casa per la squadra più forte della Serie B. Strano ma vero, anzi, allucinante. E dire che stavolta Diego Lopez aveva schierato una formazione razionale, convincente e auspicata. Non è servito. La sensazione, a questo punto, è che non sia nemmeno più questione di scelte ma di ben altro. Non c’è un gioco, non si percepisce una identità di questa squadra e la prima formazione organizzata che si para davanti al Bfc diventa criptonite. Inebetiti di fronte all’organizzazione. Non solo, il Bologna appare una squadra troppo lunga, distanze tra i reparti abissali che non consentono un pressing di squadra efficace e, di conseguenza, una fase di possesso palla ordinata. Non voglio fare l’allenatore, in Italia siamo tutti tecnici, ma quasi sempre manca un appoggio per chi ha la sfera tra i piedi. Lo sfilacciamento di cui è preda il Bologna non aiuta la qualità del gioco, esponendo i rossoblù a palloni persi sanguinosi nella propria metà campo che possono portare anche alla capitolazione. Fortuna ha voluto che la seconda piazza sia stata conservata, ma se si continua così, col tempo, si rischierà davvero di essere risucchiati. Davvero, la situazione si fa seria, perché il periodo di appannamento all’interno di una stagione ci sta, ma qui i tempi di crisi stanno diventando acuti, soprattutto in casa dove nelle ultime quattro partite abbiamo messo in saccoccia il misero bottino di tre punti, e se consideriamo che non si è segnato…bè, potevano essere pure meno.

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In tutto questo il mister continua ad essere elusivo nelle risposte, quasi a negare il momento difficilissimo che la squadra sta attraversando e mantenendo la sua strategia di tirare dritto per la sua strada. Ci ripetono da un mese di avere pazienza, ma non si tratta neanche tanto di starsene buoni e aspettare, quanto certificare una Serie A che piano piano rischia di sfuggirci dalle mani. E le avversarie non saranno sempre così pazienti e benevole come successo fino ad ora. Intanto il Carpi scappa e rischia di essersi assicurato il primo posto, ne rimarrebbe uno solo per la promozione diretta e per acchiapparlo – banalmente – occorre vincere. Nel calcio, monsieur Lapalisse mi ha insegnato qualcosa, per portare a casa i tre punti serve segnare e per segnare occorre far arrivare il pallone nelle zone calde dell’area, invece sembra che stiamo impastando la sfoglia per i tortellini col mattarello, rimuginiamo con le mani (anzi, con i piedi) fino a che non perdiamo il controllo e in tutto ciò non abbiamo nemmeno la forza di stenderla come si deve. Maledetta sfoglia.. Questo perché non abbiamo forze, siamo molli e sulle gambe. In sintesi: non funziona nulla. Mi chiedo cosa sia successo e non lo so, perché non può essere colpa dei nuovi arrivati se l’impianto di gioco, che nel girone di andata ha funzionato, ora vacilla come una zattera in mezzo alla tempesta. Si darà ancora una volta la colpa al mercato di Corvino, in realtà sono discorsi inutili (da bar) soprattutto per un semplice motivo: ieri sera il migliore è stato Sansone, uno dei nuovi. A Cittadella Krsticic, un altro arrivato da poco. C’è dell’altro tra le cause di questa semi disfatta, una crisi più profonda di quel che pensavamo e che forse richiederà cure forti per sconfiggerla. Per primo l’allenatore, il quale dovrà iniziare a pensare all’idea di stravolgere lo schema di gioco, perché tre uomini offensivi (un trequartista e due punte) questo Bologna rischia di non poterli sorreggere, quantomeno con una mediana così disposta. Non diventa poi così malsana, guardando da fuori – sia chiaro – la strategia che potrebbe portare ad un cambio modulo e ad una difesa a tre. Avere due esterni in posizione più alta forse aiuterebbe lo sfogo sulle fasce e quindi i rifornimenti delle punte. Vedremo.

In questo scenario, Fenucci ha ribadito fiducia in Diego Lopez confermandolo alla guida della squadra. Sinceramente, non so se sarebbe andata così in caso di perdita della seconda piazza. Di sicuro, un’altra prestazione di questo genere sabato a Varese difficilmente verrà tollerata, soprattutto se dovesse portare ad un avvicendamento in classifica. La sensazione è che la nuova proprietà avrebbe dovuto prendere una decisione forte dopo la sconfitta di Avellino, chiaramente in quel caso le polemiche sulla rivoluzione sarebbero diventate incessanti e si è deciso di continuare così. La cosa migliore da fare sarebbe riuscire in qualche modo ad ottenere la promozione con Lopez, perché un cambio di tecnico quasi in primavera non è sicuro porti i risultati desiderati, con tempistiche estremamente ristrette per poter incidere. Tacopina ha glissato qualsiasi domanda sul mister ma era tutto tranne che contento, c’è la percezione di un momento negativo che rischia di compromettere un’intera stagione e la pressione inizia a salire sopra i livelli di guardia. Varese è l’ultima chance per Lopez, lo sa lui e lo sa la proprietà. Spero ce la faccia per il bene del Bologna, l’unica cosa che viene prima di tutto; anche delle nostre opinioni.

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