Squadra moscia, allenatore in crisi, tifosi sul piede di guerra: serve un intervento deciso della società, ma direttamente dal numero uno
Non c’è molto da scrivere su una non partita giocata da una non squadra. Il Bologna non è sceso in campo, arrendevole fin dai primi minuti, sconfitto ancora prima di giocare. Dalla panchina, inoltre, non arriva nessun tipo di aiuto, il cambio modulo di Donadoni ha prodotto solo danni e svarioni. A malincuore, ammetto di non essere più in grado di difendere questa squadra.
Ho offerto fiducia ed entusiasmo ad un Bologna che ad inizio anno era partito bene, era stato anche derubato di diversi punti per evidenti torti arbitrali, ma da un mese a questa parte qualcosa si è irrimediabilmente rotto e chiudere gli occhi di fronte a tutto non si può più. Anche la curva ha deciso di passare il confine e il Bologna merita una sana contestazione: la accetti, senza mostrare nervosismo verso chi paga il biglietto per vedere uno spettacolo indecoroso come quello di oggi. Anche l’allenatore, l’apparente serafico Donadoni, si metta in discussione come tutti perché se il rendimento è questo e in panchina stazionano i soliti, allora provi a comprendere se nell’ultimo periodo ha effettuato le giuste scelte. Probabilmente no. Stride, inoltre, la scelta di mandare in mixed zone Helander, già in difficoltà in campo oltre che con la lingua. Al termine di una sconfitta del genere serviva la parola chiara di un dirigente.
BOLOGNA-LAZIO: LE PAROLE DI DONADONI
Non soffermandosi sulla partita, serve invece trovare al più presto una via di uscita, trovare la soluzione ai tanti problemi del Bologna che, probabilmente, partono dallo spogliatoio e raggiungono gli uffici dirigenziali. Ricordo un editoriale di Michele Criscitiello a inizio stagione, considerò il Bologna squadra capace di salvarsi ma che avrebbe avuto difficoltà nella risoluzione dei problemi qualora si fossero palesati. Non vorremo mica dargli ragione? E allora, se a Casteldebole vorranno mantenere la barra dritta da qui alla fine della stagione si faccia qualcosa, si risolva il problema, si affronti la realtà per quella che è mettendo a disposizione le proprie competenze, se presenti, per ripartire. In realtà, ho la sensazione chiara della necessità di un intervento duro e deciso dall’alto. Direttamente da Montreal, per intenderci. Saputo non può far finta di nulla, non ha evidenti colpe ma ora dovrà prendere in mano la situazione con decisione, come un proprietario ha la facoltà di fare quando le cose rischiano di precipitare. Chieda conto ai dirigenti e all’allenatore di quanto accaduto, pretendendo risposte chiare, veritiere ed inequivocabili. Caro presidente, la situazione è purtroppo seria e drammaticamente non me ne ero accorto, non si faccia prendere in giro. Intervenga, prima che sia troppo tardi.
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