Saputo pensa di allungare il contratto al mister, che nel frattempo annuncia come dalla prossima stagione la crescita potrebbe essere più sensibile. Sì, un progetto c’è
Curioso come a Bologna ci si soffermi sempre su ogni possibile lato negativo senza mai guardare alla globalità delle cose. Qualche mese fa si cavalcava l’onda sui ritardi del progetto stadio, come se la responsabilità fosse del Comune appigliandosi a quei 10 minuti di attesa di Saputo prima di un colloquio con il sindaco (l’iter dell’amministrazione è terminato a metà dicembre) quando invece toccava al club terminare la ricerca di investitori pronti a contribuire: Merola attende solo una impegnativa del Bfc per proseguire. Poi si è passati al Destro anemico, puntando il dito su un presunto screzio con Masina a San Siro, normali dinamiche tra giocatori e al giovedì tra scapoli e ammogliati si vede di ben peggio. La conclusione è invece su Blerim Dzemaili, lo ‘scippo’ del chairman ai danni del Bologna. A dir la verità, gli accordi originali erano proprio questi: un anno qui, il resto a Montreal, e presumibilmente per volere del calciatore. Ora, Dzemaili è probabile che vada in Canada a fine anno, ma non è un furto di Saputo (non lo ha deciso adesso vedendo il rendimento dello svizzero) e forse potrebbero esserci dei ripensamenti nei prossimi mesi, anche se ormai il presidente lo ha annunciato alla stampa canadese e difficilmente può rimangiarsi la parola.
Per cui, mentre la squadra tra dicembre e gennaio faceva 10 punti in 5 partite (media di due a gara), con una sconfitta solo allo Stadium, la platea cincischiava su ogni possibile orpello polemico, senza mai carpire la crescita a cui i ragazzi stavano andando incontro. Si può non considerare la vittoria sul derelitto Pescara, ma i restanti risultati sono oltremodo positivi: l’Empoli, dominato al Dall’Ara, ora è risalito nel gruppone, il Crotone retrocesso continua a far partita pari con chiunque e il Real Toro è diventato di colpo meno galattico. Il tutto con 8 giocatori under 24: qui risiede il progetto per chi vuole o non vuole comprenderlo. Nelle ultime settimane, inoltre, è stato proprio il mister Roberto Donadoni a spendere parole importanti verso il club, quasi come a testimoniare una rinvigorita attrazione verso la crescita del Bologna. Donadoni è un allenatore, potrebbe tranquillamente pensare al campo, invece si è soffermato sul centro tecnico in fase di ristrutturazione (porterà punti e giovani giocatori per la prima squadra), sull’ottimismo e la positività che dovrebbe regnare attorno alla squadra dopo una vittoria e sulla crescita globale che potrebbe subire una impennata dal prossimo anno. “I primi due anni servivano anche a sistemare un bilancio difficile, dalla prossima stagione potremo fare altri ragionamenti sul futuro’, parole del tecnico a Radio Rai che testimoniano come gli obiettivi fissati dal club non fossero farlocchi. Progetto di crescita a scaglioni di tre anni: nei primi tre c’erano una promozione da perseguire e il consolidamento della categoria da certificare.
Ora si prosegue, c’è un ritorno stimolante da concludere nel migliore dei modi, arriveranno certo altre sconfitte ma nell’ultimo mese abbiamo avuto la dimostrazione che in Serie A certi nostri giovani possono starci eccome. Inoltre, non sarebbe male chiudere decimi a fine stagione, ma non tanto più in su perché arrivare ottavi porterebbe un certo livello di attenzione globale sui nostri giocatori e un innalzamento troppo elevato dell’asticella: arrivare a ridosso dell’Europa porterebbe la piazza a pretenderla la stagione successiva. Non solo, nelle ultime ore si parla anche di una idea di prolungamento per il mister, forse il segnale principe delle ambizioni del club. Donadoni ha detto no alla nazionale in estate per rimanere qui, e se dovesse accettare un rinnovo contrattuale significherebbe che nel prossimo triennio si potrebbe seriamente tornare a parlare d’Europa; o che almeno è nei piani del Bologna. Forse si smetterebbe di inveire contro la succursale felsinea degli Impact…Ad ogni modo, meglio non abbassare la guardia, perché una eventuale sconfitta a Cagliari farebbe tornare la piazza al punto di partenza: sono serviti 10 punti per rasserenare il clima ma basta una partita storta per far tornare i più ferrei critici alla ribalta, ma se è Donadoni a chiedere supporto si potrebbe pure ascoltarlo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA