Bologna fermato a Cagliari al 92', rosso ingiusto a Viviani e fuorigioco non sanzionato su Borriello nel finale. Ogni volta che il Bologna alza la cresta c'è qualcuno che lo ferma

Difficile parlare di arbitri quando la situazione ti impone di concentrarti su te stesso, perdi spesso, prendi tanti gol e vai incontro a qualche scoppola, ma in questa stagione il Bologna non è certo fortunato con le giacchette fluo.

Si ricordano il rigore di Roma contro la Lazio, l'arbitraggio di Maresca, il penalty non dato a Verdi contro il Sassuolo, quello non concesso a Verona con il Chievo, la mancata espulsione di Badelj contro la Fiorentina. Già settimana scorsa il campionario si è arricchito con un rigore non dato a Destro e una espulsione non sanzionata a Benassi, mentre il Bologna becca il settimo e l'ottavo rosso stagionale a Cagliari. Come se fosse una squadra macellaia come poche, anche quando ritrae le gambe. E' il caso di Viviani, che entra sciaguratamente da tergo da ammonito ma non va a martello sull'avversario che invece gli calcia addosso la palla. Rosso. E' il caso di Krafth che frana su Borriello (o l'attaccante va a cercarsi il contatto), ma nulla di tutto questo sarebbe esistito se il guardalinee avesse alzato la bandierina per fuorigioco. E' il caso di Sau che da ammonito trattiene un avversario, è il caso di Tachsidis che da ammonito continua a fare falli in mediana. Fiscali con i rossoblù, mai con gli altri. Puntualmente sembra che appena il Bologna si ripresenti nella parte sinistra della classifica sia necessario fermarlo, giusto per non farlo andare troppo su. Nessun disegno, chiaro, il Bologna non è in lotta per l'Europa, ma il fatto che gli errori arbitrati in questi mesi siano andati sempre e solo in una direzione lascia qualche dubbio. Anche per la statistica è difficile spiegare uno sbilanciamento così evidente.

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Resta dunque l'amaro in bocca, perché il Bologna aveva sì sofferto ma anche resistito, prendendo meritatamente in mano le redini della partita nella ripresa, lanciato dal ritorno al gol di Destro e da un Cagliari sfiduciato e arrendevole. Non sembrava potesse ripresentarsi il Bologna masochista di qualche tempo fa, anche la sostituzione di Nagy con Viviani è stata comprensibile per avere un palleggiatore che amministrasse la palla con sapienza in mezzo al campo. Ad un certo punto si è rasentato il torello ed esattamente come contro il Toro non c'era la sensazione di una possibile rimonta. Ma se sette giorni fa la sventura arbitrale è stata scacciata dal diagonale di Dzemaili, a Cagliari Verdi ha perso l'attimo lasciando la porticina aperta. E al 92' c'è stato il patatrac. Insomma, il Bologna per vincere deve fare due gol, perché quelli che non si fa da solo vengono presi a carico da evidenti errori arbitrali. In buonafede, non sia mai il contrario...

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