Al diavolo la razionalità

Al diavolo la razionalità

La rimonta pazzesca di Brescia, la visita al Sant’Orsola, la grande storia di umanità e unità di Bologna: lasciamo spazio ai sentimenti

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Ma quanta è bella Bologna? Quanto è bella una città che si stringe attorno al proprio mister? Quanto è bella una squadra che vince in rimonta a Brescia e poi lo va a trovare sotto la sua camera d’ospedale? Tanto, tantissimo.

Questa sarà una stagione strana, ogni domenica ci proporrà novità, chiavi di lettura diverse, sentimenti contrastanti ma pur sempre emozionanti. Soprattutto, sarà straordinaria. Di ordinario in quello che è successo, e sta succedendo, c’è poco o nulla: un allenatore malato di leucemia che dirige a distanza, uno staff maturo e preparato che lo sostituisce nel migliore dei modi – anche nelle uscite pubbliche davanti alla stampa – ricchi calciatori che mostrano la parte nobile del loro essere mettendo da parte l’etichetta di ‘viziati’, uno stadio pronto a riversarsi in 25mila contro la Roma e che già con la Spal si è alzato tutto in piedi per salutare il gladiatore ferito. Potrei continuare all’infinito. Come detto ieri dal buon Emilio Marrese, sarà una stagione degna di un film e proprio per questo è lecito viverla con i contorni dell’empatia, dell’emozione, dei sentimenti e con meno razionalità possibile.

Come si fa a non spargere lacrime vedendo scene di amore come quelle del Sant’Orsola? Come si fa a mettere da parte l’emozione dopo una rimonta entusiasmante come quella di Brescia? Come si fa a non volere bene a questo club che dal primo istante si è schierato con devozione al fianco della dura battaglia che sta combattendo il proprio allenatore? Bologna è tornata ad essere un esempio per tutti, anche per chi sbaglia tre volte il nome del vice allenatore durante una cronaca. Certo, sarebbe stato meglio che Bologna si fosse presa le prime pagine di tg e giornali per altri motivi, ma in ogni caso si può provare a prendere dal lato positivo questa battaglia che Mihajlovic sta portando avanti con grande grinta e con inesauribile umorismo. La città si è ricompattata, ha riscoperto il senso primario del concetto di umanità, sta ridisegnando gli spazi del sostegno mentre la squadra trova forza ed energie insperate al primo video messaggio dell’allenatore bloccato in ospedale. Sarò romantico, ma tutto questo è linfa per le nostre esistenze e per i nostri sentimenti.

E allora pensavo che durante questa stagione noi esamineremo partite e forniremo opinioni, tuttavia alla fine a comandare sarà l’irrazionalità dell’essere umano. La gioia di emozionarsi per una squadra capitanata dal suo condottiero in ospedale sarà il filo che ci terrà uniti in questa avventura. Le nostre analisi basate su tecnica, tattica, avversari, avranno il timbro di una situazione straordinaria che pone limiti non preventivabili e ignoti. Ma belli da scoprire. Da giornalista forse non dovrei dirlo, ma la purezza di questa comunità creata da una brutta malattia può portare a scoprirci migliori e più umani, soprattutto può aprire tutti noi al campo dei sentimenti, i quali a volte è bello cavalcare e non trascurare. Il calcio è sentimento, emozione, passione e qui a Bologna lo abbiamo scoperto dal lato oscuro di una bastarda malattia: per fortuna Mihajlovic ci sta aiutano a prenderlo dal verso giusto. Lui sta aiutando noi, sì. Al diavolo la razionalità dunque, e se qualcuno ha versato qualche lacrima nel vedere calciatori, a detta di molti strapagati e viziati, presentarsi sotto la camera del proprio allenatore malato, beh…non si vergogni. E’ bello così. E’ bello essere umani.

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