67 giorni senza vittorie al Dall'Ara. Più di due mesi, un digiuno inspiegabile e preoccupante che dovrà essere per forza affrontato e sconfitto. Bologna ha fame, i tifosi hanno fame; speriamo ne abbiano anche i giocatori. Forse è quello che conta di più. Siamo ancora alle prese con Cacia e Sansone che stendono il Perugia nell'ultima gara convincente giocata in casa, in quello stadio che dovrebbe far tremare le gambe a chi ci entra e che invece ultimamente è diventato uno stimolo in più per far bene, un incentivo (senza paura) a strappare punti importanti o vittorie che rimarranno negli annali. Non c'è timore nell'affrontare il Bologna, non siamo la Juve della Serie A o il Palermo della B, chi ci affronta vede una squadra battibile e aggredibile sotto diversi aspetti, questo porta le avversarie a credere nel risultato e non a partire con una mentalità da sconfitti. In sintesi, se tu vai allo Juventus Stadium il tuo primo obiettivo è fare discreta figura tentando di non prenderne quattro, anche solo un pari non ti passa dall'anticamera del cervello a meno che di fronte non ti ritrovi una Juve distratta. Qui a Bologna ormai si viene per fare il colpaccio, che visti i recenti risultati si fa fatica anche a considerare tale. I tempi delle partite con Cittadella, Varese, Pro Vercelli e Bari sembrano lontanissimi, match in cui il Bologna dettava legge non lasciando scampo all'avversario di turno. Emblematica la sfida con i piemontesi, piegati da Improta dopo una manciata di secondi, oppure quello con il Varese chiuso con il tre a zero da centrocampo di Cacia. Vorremmo rivedere questo, un Bologna che crea, produce e, soprattutto, tira in porta. Pazienza se poi la palla non entrerà, l'importante però è crearci la possibilità di gonfiare quella maledettissima rete; e il primo passo è calciare verso i legni (possibilmente senza colpirli).
Non sta meglio, dall'altra parte, il Livorno. Rispetto all'andata sono cambiati due allenatori e il tridente che tanta paura ci faceva due mesi fa si è di colpo sgonfiato. Anche Galabinov, che fece impazzire Ferrari al Picchi, si è perso tra le pieghe della B dopo che da queste parti venne considerato un fenomeno per aver contribuito a ribaltare una sfida che il Bologna aveva in mano. Ci mise del suo anche Lopez, che decise di sostituire Cacia con uno spaesato Pasi, per giunta lasciato solo al centro dell'attacco contro i colossi della retroguardia amaranto. Sembra passata un'Era geologica e invece si tratta solo di qualche mese. Forse è vero, a volte ci dimentichiamo in fretta da dove veniamo e il tempo pare più dilatato di quello che realmente è trascorso, ma giunti a questo momento, senza se e senza ma, è ora di ritornare alle origini; ad un Bologna che sprigiona il meglio di sé in casa facendoci apparire il Dall'Ara come un fortino inespugnabile. Certo, ha ragione Lopez, con i risultati esterni alla fine la somma è più o meno la stessa, ma la differenza tra galvanizzare il pubblico di casa e quello (seppur numeroso) da trasferta è evidente. Avere a disposizione un Dall'Ara convinto e caloroso, trasformato in unico coro da una squadra che vince e convince è tutt'altra cosa. Forse risiede in questo aspetto la chiave dell'enigma, riuscire a sbloccarsi davanti ai propri tifosi per rendere il finale di stagione una cavalcata tra le ali di folla amiche.
Per il Bologna si tratta di 67 giorni senza vincere in casa, per il Livorno 73 anni senza un successo al Dall'Ara. L'ultimo è datato 1942 quando gli amaranto di Fiorini chiusero il campionato ad un solo punto dal grande Torino. In un modo o nell'altro, vista comunque la predisposizione offensiva di entrambe le squadre, uno dei due record probabilmente cadrà. Speriamo ovviamente si tratti di quello a noi più congeniale, primo perché si tratta di uno scontro diretto, secondo per far gioire di nuovo i tifosi (che in base ai risultati poi acquistano quell'entusiasmo richiesto dalla società) e terzo per mandare un segnale a tutta la Serie B; in particolare al Vicenza che affronterà la capolista Carpi. Una vittoria nostra terrebbe comunque dietro i veneti, oppure avvicinare di nuovo i biancorossi. Sapete che vi dico? Dopo 67 giorni di astinenza ciò che conta è solo la vittoria dei nostri beniamini, sbloccherebbe tutto, rendendo meno temibili le nostre avversarie. Forza Bologna, oggi per forza tre punti…anche con una natica di Casarini!
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