Famo sta sceneggiata

Chi? Ciro? Dove? Oh Dio.. Dio.. Dio.. Dio…

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Parto da una frase di Donadoni nelle interviste post partita: «Nel secondo tempo abbiamo avuto la voglia di rimettere in discussione il risultato [..]. Non siamo cosi lontani da loro ma dobbiamo essere più convinti». Mister, loro non sono lontani, in questo momento sono solo su un altro pianeta, fanno un altro sport.

La partita comincia con il surreale minuto di riflessione e, per una volta, sono pienamente d’accordo – a metà – con Lotito: «famo sta sceneggiata». Il surreale continua poi per tutto il primo tempo, con la Lazio che fa tutto: due goal, quattro pali, un rigore sbagliato e Lulic è l’unico ad (auto) impegnare il portiere ospite. Ci sono i marziani al Dall’Ara! Minuto 4, suona il cellulare di De Maio: «Sono Milinkovic-Savic, ma ‘ndo cazzo vai?». Zero a uno. Quattro passaggi e sono in porta, il calcio sembra un gioco tanto semplice… per loro. Minuto 29, dopo averli visti sbucare da ogni dove, Mirante ha le visioni – e poca fiducia in Kraft – e compie una minchiata epocale. Zero a due. Vanno via da tutte le parti, il Bologna è imbarazzante. L’unico modo per fermarli è bucare i palloni e andare a casa. Una domanda: ma è sempre e solo colpa di chi va in campo? La prima, allucinante, frazione di gioco termina con una visionaria sostituzione al minuto 42: fuori Donsah e dentro Nagy. Scusi mister ma non si poteva aspettare l’intervallo, era proprio necessario punire Godfred? Stava forse giocando peggio di Mirante, Krafth, De Maio, Helander, Masina, Crisetig, Pulgar – alla fine l’unico a salvarsi -, Verdi, Destro, Krejci? E va beh.. «famo sta sceneggiata».

Al quinto minuto del secondo tempo dovresti essere zero a centocinque e invece, miracolosamente, ti ritrovi uno a due. E chi lo fa il goal? Sempre loro, sempre Lulic. Oh, questi sono peggio dei ferraresi! Il Dall’Ara si scalda, spinge, chiede il sangue laziale. Invece il Bologna non riesce a fare un tiro in porta in quaranta minuti e sblisga. Due bei traversoni, ma in mezzo non c’è nessuno – Destro? Non pervenuto – e Strakosha non sporca i guanti. Siamo cresciuti noi o sono calati loro? Veramente dura trovare la risposta. Quando a pochi giri di lancetta dal triplice fischio, Parolo si divora un goal a porta vuota, penso che se esiste un Dio del calcio questa la pareggiamo, di culo, ma la pareggiamo. Ed invece niente, del resto se non tiri in porta è difficile fare goal.

«E pur si muove!», disse Galileo Galilei davanti al tribunale della Santa Inquisizione. La stessa cosa l’abbiamo pensata noi ieri sera nei primi quarantacinque minuti: Galileo aveva ragione, a muoversi era la terra, non il Bologna. Ribadisco che loro sono immensamente più forti ed è chiaro che le assenze ci hanno condizionato. Però è altrettanto vero che nel primo tempo il Bologna non è proprio sceso in campo, compreso Donadoni.

Capitolo Destro. Diciamo che si è tenuto per la trasferta di Roma. Del resto non è più abituato a giocare due partite in una settimana. Ragazzi, doveva dosare le forze… però che malinconia.

Forza Bologna, sempre!

MATTEO RIMONDI

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy