Dalla prima lettera del San Paolo ai Mazzoleni

«… queste dunque le tre cose che rimangono: la fede, la speranza…..

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Basta. Non voglio più sentire parlare del Napoli, del fattore San Paolo, di come verrà trattato Verdi, dell’esercito schierato all’arrivo in stazione, dei fischi, pizza, babà e sfogliatelle. Che vadano a spendere i vari Auriemma, Pistocchi, Caressa, Bargiggia e chi ne ha più ne metta. Abbiamo dato, parentesi chiusa. Grazie e arrivederci.

Finalmente arriva domenica e si scende in campo. Le chiacchiere dovrebbero essere a zero. Dovrebbero. «Sarri ne ha vinte 8 su 9 contro Donadoni», il Napoli è primo, ci schianta, ci asfalta, ci tritura, «le squadre di Sarri hanno segnato 164.000.000 di goal al Bologna. Il Napoli ha vinto 18 partite su 22 giocate, ma solo perché ne ha giocate 22… altrimenti potevano essere di più». Ah certo, infatti passano trenta secondi e i rossoblù sono in vantaggio. Che bello il calcio. Stento a crederci, anche perchè «Sarri ne ha vinte 8 su 9 contro Donadoni e..» ah, ve l’ho già detto? Stento a crederci anche quando Mbaye, con una magia, riesce ad infilare la palla nella nostra porta: la traiettoria è «sfigata», però Ibrahima fa una roba fotonica, sembra un lottatore di sumo in una gara di ginnastica artistica. Che due maroni il calcio. Sono passati appena cinque minuti, ma tutto ciò non basta. In questo surreale primo tempo manca ancora il vero protagonista. Silenzio in sala, entra il direttore d’orchestra Mazzoleni a guidare una sinfonia di orrori che lasciano esterrefatti. Oh, non sarà in malafede, ma sempre contro di noi? Mah…

Ma spiegatemi come si fa a non fischiare il rigore sul mani di Koulibaly. Non l’hai visto? C’è il VAR! Ma figuriamoci se Mazzoleni va a consultare il VAR. E i tre amici davanti alla tv che fanno? Guardano un film scaricato sulla Deep Web, mi sembra palese. Andiamo avanti. Koulibaly entra in stile Kung Fu Panda su Palacio: l’intervento è intimidatorio, da cartellino arancione. Nulla, buona grazia che ha fischiato il fallo. Minuto 37, Callejon svernicia Masina sull’out, Adam – ingenuo lui, per l’amor del cielo, però stiamo parlando di calcio e non di biliardino – gli fa lo scherzetto di toccare la spalla destra e passare a sinistra. Lo spagnolo crolla a terra: cavolo, manco gli avessero sparato! No, rigore. Senza esitazioni, nessun dubbio. C’è il VAR, vai a rivedere.. quelli davanti alla tv diranno qualcosa a sto poveraccio che oggi non ne azzecca una? Ma figurati! Va beh, ammazzateci e dateci pure l’ergastolo, a questo punto vale tutto.

Purtroppo così è passata in secondo piano una prima frazione davvero gagliarda del Bologna, la classica partita che chiediamo di fare ai rossoblù. Impegno, determinazione e ripartenze senza chiudersi negli ultimi venti metri. Mi sembrano sinceramente ingenerose le critiche mosse ai nostri, in particolare a Donadoni e Masina: nell’azione del rigore Callejon gli è andato via facile, ma Callejon va via facile a tanti e non mi pare che il torrenziale Napoli –  capolista – ieri abbia dato spettacolo. Qualche merito lo avrà pure il Bologna e chi lo ha messo in campo o no? Poi possiamo parlare del secondo tempo che dura quindici minuti, giusto per vedere una sceneggiata di Mertens con giallo per De Maio (e vai!) e un super goal da «tutti in piedi sul divano».

Forza Bologna, sempre!

MATTEO RIMONDI

 

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