Cambio!

Aspettando un tiro in porta ci stiamo mummificando

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Si chiude una settimana terribile. Una settimana che ci ha proposto in successione Atalanta, Lazio e Roma, una sorta di Mortirolo nel Giro d’Italia rossoblù. Zero punti portati a casa erano possibili, prevedibili, sensati. Ma non era obbligatorio seguire la logica. È andata così, queste tre giornate ci hanno riportato nei nostri naturali alloggi e hanno ribadito, se mai ce ne fosse stato bisogno, che fra il Bologna e quelle là in alto c’è ancora un abisso, una galassia difficilmente colmabile nell’immediato.

Il match di sabato, a dire la verità, è quello che mi ha «depresso» maggiormente. Provo a spiegarmi: contro una Roma scesa in campo fortemente rimaneggiata e in ciabatte – in attesa dell’impegno in Champions con il Chelsea – il Bologna gioca una buona gara, ordinata, fatta di densità e ripartenze. Solo che l’ultimo – ma pure il penultimo – passaggio non ci riesce mai, ma mai, mai, mai. Giochiamo benino, ci mettiamo impegno e corsa, ma di tirare in porta non c’è verso. L’unica vera conclusione è di testa con Masina, ma pare fosse in fuorigioco. La Var conferma che il pistulino di Dzeko è in offside sul raddoppio della Roma e non viene chiamata in causa su un probabile rigore per il Bologna: simulazione di Brunone. Il difensore giallorosso gli pesta il piede, ma tutti dicono che non è rigore. Quasi ci credo, quasi.. I giallorossi fanno il loro compitino, minima spesa massima resa e segnano un gran goal dal solito sapore egizio: Momo Salah ci puniva spesso e volentieri, adesso ci si mette pure El Shaarawy, il Faraone. Piattone volante e palla all’incrocio.. mortacci sua! Ecco, contro una Roma «umana», un po’ distratta e abbordabile – al contrario di Atalanta e Lazio che ci hanno palesemente asfaltato -, il Bologna mi ha dato una tremenda sensazione di impotenza dalla trequarti in su. Tre partite, quattro goal subiti, uno fatto – su autogoal – e zero tiri in porta in 270 minuti. Un po’ pochino direi.

Ma la settimana è stata anche segnata dai cambi del mister. Dopo il passaggio alla difesa a tre di Bergamo, che ha portato la squadra a giocare davanti alla porta di Mirante e al successivo goal subito, è stato il turno della sostituzione di Donsah contro la Lazio al minuto 42. Un cambio che non mi ha umanamente convinto. Sabato sera è stata invece la volta di Destro, dentro al minuto 85. Come se Mattia fosse uno da pronti via, come se quei cinque minuti potessero cambiare un momento difficilissimo di una punta, di un ragazzo, che fatica a ritrovare se stesso. Secondo me così si perde definitivamente un giocatore, l’unico teoricamente con il goal in canna, di cui avremmo tanto bisogno. Da fuori, da tifoso, queste sostituzioni / punizione sinceramente non le capisco. Ma avrà ragione Donadoni, come sempre.

Adesso torneremo a giocare le nostre partite, ricominceremo a tirare in porta e non sarà più impossibile, imprevedibile, illogico fare punti. Andiamo avanti senza voli pindarici, senza depressioni e, possibilmente, senza «egizi» sul nostro cammino.

Forza Bologna, sempre!

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