Anemia rossoblu

di Gionni Forlenza

di Redazione TuttoBolognaWeb, @TuttoBolognaWeb

Lazio batte Lazio 2-1. 2 gol alle spalle di Mirante di Milinkovic-Savic e Lulic, un gol di Lulic alle spalle del proprio portiere Strakosha, 3 pali colpiti dalla Lazio ed un rigore di Ciro che colpisce l’ennesimo palo. Nel primo tempo un colpo di testa di Lulic e Strakosha devia in angolo. Sembra la cronaca di Lazio A contro Lazio B invece… La Lazio nel secondo tempo ha chiesto al Bologna cos’era capace di fare in attacco, se almeno un gol fosse capace di realizzarlo per un 2-2 insperato fino al cinquantesimo dove gli ospiti potevano essere avanti di 4 reti. Attacco rossoblu anemico con un Destro che a parte un tiro nel primo tempo con brioche e cappuccino e qualche tentativo di incursione in area prontamente vanificata dalle maglie difensive biancocelesti, non incide e peggio, non si vede. Non e’ nelle corde di Mattia far salire la squadra, far possesso palla quando servirebbe, e in questo momento si discute anche una forma fisica no n proprio adeguata. Qualche inutile sportellata con gli avversari, ma non trova neanche quel guizzo che nel finale di partita un attaccante di razza dovrebbe proporre, facendosi trovare nel posto giusto al momento giusto in quelle palle vaganti che Pablito o Pippo non esitavano a tramutare. Non fraseggiavano, non facevano nulla di speciale e di spettacolare ma nelle mischie si facevano sempre trovare pronti.

Avanti. Verdi, tra i più intraprendenti e pericolosi del reparto avanzato, agisce da un po’ di partite troppo largo e troppo lontano dalla porta avversaria. A forza di dire che ha un gran tiro e calcia con entrambi i piedi, ce lo troviamo a calciare in porta da centrocampo. Se ho dei terzini che poi devo preoccuparmi di proteggerli con i due esterni che al contrario dovrebbero più offendere che non difendere allora c’è qualcosa da rivedere anche tatticamente. Un attacco quello rossoblu, potenzialmente forte, che ha segnato appena 9 gol in 10 partite con una proiezione finale di 34 gol, dato quasi già raggiunto da alcune squadre. La quinta difesa del campionato ci permette di avere ancora una buonissima classifica ma bisogna pungere maggiormente in attacco. Va bene il sacrificio, va bene proteggere ma il mister deve trovar il giusto modulo per avere maggior lucidità e freschezza in attacco. Ieri sera non mi ha convinto il pacchetto di centrocampo. Personalmente avrei schierato Pulgar in mezzo, Donsah a destra e Nagy a sinistra. Lo pensavano un po’ tutti gli addetti ai lavori infatti l’ingresso di Nagy ha dato più dinamismo al reparto e quel pizzico di imprevedibilità al compassato e statico centrocampo del primo tempo. Forse a metà primo tempo quando la Lazio faceva il bello e cattivo tempo e si era ancora 0-1, si poteva provare a fare un primo cambio poi avvenuto sullo 0-2, peraltro al minuto 41 a causa di qualche problemino fisico di Donsah. Dopo il trittico quasi proibitivo che si concluderà sabato sera contro i capitolini all’Olimpico, il Bologna ripartirà con un calendario alla portata tentando quel salto di qualità che al terzo anno in serie A con Saputo la piazza chiede ad alta voce. A patto che ad una solidità difensiva corrisponda una maggior vena realizzativa contando anche su alcuni rientri importanti. Spendo, in conclusione, due parole per Falletti. Buon impatto alla partita, non era facile entrare ed esordire in A in questo contesto. Ha fatto il suo, ha mostrato buona corsa, tenacia ed ha anche tentato di smarcarsi per tirare oppure per trovare un compagno libero. Ha sicuramente bisogno di ritrovare il ritmo partita, ma verrà buono in futuro.

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