Il Bologna agisce da club di Serie A e valuta l’allenatore, non il malato. Adesso tutti gli ombrelli sono caduti

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Trattato come allenatore

E proprio perché il Bologna si è comportato come tutti avevano chiesto, giudicando il Sinisa allenatore e non il Sinisa malato, diventa ipocrita partire con lo shit storm se non si capisce, per prima cosa, che la decisione è stata tecnica. Il Bologna non è andato avanti per pietà, così si offenderebbe il Sinisa lavoratore, e ha deciso di fare una scelta impopolare ma legittima stante i risultati della squadra. Nessuno nega un salto di qualità mai arrivato e nessuno nega le responsabilità della proprietà e della dirigenza in questi otto anni, ma siamo di fronte ad una esagerazione morale generata da un impulso di giustizia sommaria e non da una reale comprensione dei fatti. Il Bologna sarebbe stato decisamente più cinico e ipocrita se avesse deciso di confermare Sinisa per la sua situazione di salute e non per un effettivo rendimento della squadra in campo. Questo sarebbe stato un grave errore; e il Bologna non lo ha commesso. Questa sarebbe stata una mancanza di rispetto. 

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