Il Bologna, partito in sordina e tra le critiche, ha costruito finora una grande stagione. Manca solo il finale. E il futuro con Sartori e Italiano può essere luminoso

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Finire il lavoro

Il risultato è che il Bologna è rimasto in zona Europa, e ormai lo è da due stagioni e mezzo (anche al primo anno di Motta la sfiorammo), dando un segnale importante di continuità ad alto livello. Era un po’ la prova del nove, questa stagione, e per ora l’esame è superato. Attenzione, però, mancano dieci partite e l’opera va completata, motivo per il quale la squadra non dovrà assolutamente sentirsi arrivata e proseguire con questa personalità. E perché mai il Bologna dovrebbe crollare ora dopo 28 partite di alto livello e con sole 4 sconfitte in campionato? La società ha fissato obiettivi chiari (i cali di fine stagione si palesavano nel momento in cui dovevi salvarti tranquillamente), Italiano è talmente viscerale che riuscirebbe a spronare anche un operaio chiamato ad alzarsi alle 6 del mattino e la coppia Sartori-Di Vaio è sinonimo di garanzia anche per il futuro. La mentalità è chiara e si tratta solamente di portarla ogni domenica in partita.

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