L'ipotesi di un nuovo stadio fornisce una speranza ai tifosi. E a Saputo di valorizzare il club qualora decidesse di vendere

Tedesco

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Saputo e lo snodo per vendere?

E veniamo a Saputo. Ha scollinato i dieci anni di presidenza e praticamente ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissato, tranne uno. A livello sportivo ha riportato il Bologna in Europa e vinto un trofeo, a livello imprenditoriale ha dato solidità al club strutturandolo con una squadra in larga parte di proprietà e con un centro tecnico moderno. L'ultimo tassello, appunto, sarebbe lo stadio. Da tempo si mormora, sotto traccia, della possibile ricerca di un acquirente per il club, aspetto che può diventare più facile se sul mercato degli investitori ci si presenta con...un impianto nuovo. Il Bologna sarebbe più appetibile per eventuali imprenditori disposti a entrare nel caotico, ma tanto passionale, mondo del calcio. Si ritroverebbero una società con un bilancio sano, cresciuta nel valore tecnico, migliorata a livello strutturale e con uno stadio di proprietà pronto a generare ricavi sette giorni su sette. Così, il modello di autofinanziamento imposto da Saputo si potrebbe anche tradurre in una latente e laterale idea di uscire di scena. Non a breve, ma un pensierino, con uno stadio nuovo, probabilmente lo starà facendo. Dopo aver investito circa 200 milioni ci sarebbe materiale per rientrare dell'investimento cedendo il club. Forse una sensazione, forse una notizia. Chi lo sa.

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