Esordio non esaltante del Bologna, Inzaghi ha bisogno di lavorare ancora sugli automatismi, e comunque la sfiga ci vede sempre benissimo

Esordio peggiore non poteva esserci. Nel giorno in cui si doveva iniziare a scolpire il segno della discontinuità, il Bologna riparte esattamente da dove aveva finito: perdendo.

E' cambiato l'allenatore, sono cambiati diversi giocatori, ma il risultato per il momento è rimasto lo stesso. C'è da preoccuparsi? Forse no. Da due mesi si lavora al nuovo modulo e al tecnico serve tempo per oliare i meccanismi. Chiaro, quello allestito e messo a disposizione di Inzaghi non sembra essere un Bologna da altissima qualità offensiva, ma col lavoro si può iniziare a perdere di meno, prendere meno gol e di conseguenza provare a fare più punti. C'è da considerare che al Dall'Ara Kurtic ha infilato una perla da 30 metri, mentre dall'altra parte Helander è stato fermato dal palo. Cambiano tante cose ma l'unico comune denominatore è la sfiga. La partita era da zero a zero e puntualmente c'è un fattore che condanna il Bologna.

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Inutile, comunque, riaprire il dibattito e già scolpire l'inadeguatezza della squadra visto che anche con Inzaghi si è usciti sconfitti. Sarà una settimana di fantasmi, di vedove, di critica continua, di spettri. Ma siamo solo alla prima e serve un campione più adeguato di partite per capire il trend della squadra. Con Donadoni, ad esempio, si partiva a razzo e a fine andata quasi si parlava di Europa, poi il finale lo sappiamo tutti. Difficile, dunque, sancire dopo i primi novanta minuti eventuali criticità di una stagione che ha appena emesso i primi vagiti. Sì, non si è certo giocato bene, ma nemmeno la Spal lo ha fatto. Insomma, è stata persa una partita per un tiro da 30 metri e se il Bologna fosse totalmente inadeguato alla A probabilmente al 30' gli avversari si sarebbero issati facilmente avanti di due reti. Si lotterà, si combatterà e si vedrà alla fine chi avrà ragione. Quello odierno può essere un brutto segnale o semplicemente una partita persa per via di due episodi. C'è margine di miglioramento, serve pazienza per consentire a Inzaghi di lavorarci sopra.

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