La legge di Murphy colpisce sistematicamente il Bologna che non meritava di perdere a Napoli, ma se ci si mette anche la sfortuna allora è meglio che il 2018 sia finito

Finalmente il 2018 è finito. E’ vero che un anno solare non coincide con quello calcistico, ma molto probabilmente il 2018 aveva i contorni della maledizione. Insomma, sei partite vinte di campionato, sconfitte a non finire e anche un po’ di sfiga. Sì perché le squadre scarse probabilmente hanno più probabilità di essere anche sfortunate.

A Napoli il Bologna magicamente gioca a calcio, roba quasi da non credere considerando le tre partite precedenti. Insomma, anche se il Napoli passa quasi subito in vantaggio, i rossoblù restituiscono la sensazione che stasera qualcosa sia realmente possibile. L’ipotesi trova una conferma quando Santander, zoppo, insacca il pari. A rinforzare il concetto c’è il fatto che il Bologna è grosso il doppio del Napoli e ogni volta che c’è un piazzato gli azzurri subiscono. Quando Milik sforna il due a uno con Mattiello appeso come un panno al terrazzino, nel cuore dei tifosi rossoblù alberga comunque la previsione che la partita non sia del tutto finita. E al netto dei cambi di Inzaghi, anche oggi discutibili, il Bologna sembra avere la forza di non mollare come invece aveva fatto tre giorni prima con la Lazio. Infatti a dieci dalla fine Danilo salta come non aveva mai saltato e impatta, chissà che sia la volta buona…che le cose possano girare per il verso giusto, no? Ma c’è sempre, inesorabilmente, la legge di Murphy, quella che porta uno dei migliori, Palacio, a perdere palla sulla trequarti e Skorupski, fino a qui uno dei punti di forza, a capitolare su una conclusione parabile di Mertens. Murphy se la ride ‘mica avrete pensato che sarebbe andata bene? Siete il Bologna, la sfiga c’è sempre, a maggior ragione quando c’è anche una dose di tristezza’. Ok Murphy, abbiamo capito…

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Resta dunque l’amarezza per una partita che alla fine si poteva pareggiare, il modo peggiore per perdere dove tutti pensavamo si sarebbe usciti con tre o quattro gol sul groppone senza farne. Alla fine, forse, sarebbe stato meglio così: non avere cioè l’illusione di potercela fare per poi prendere di nuovo un’altra mazzata. Per quanto riguarda Inzaghi, i risultati parlano chiaro e il fatto che sia ancora l’allenatore del Bologna è un miracolo. Dispiace perché può diventare un ottimo tecnico ma nell’ultimo mese e mezzo ha perso lucidità. Anche oggi, forse, non è stato perfetto. Si poteva rischiare Destro, che in quelle numerose mischie in area avrebbe potuto tirare fuori il gollettino di rapina, e non è del tutto chiaro l’inserimento di Nagy per Svanberg, con Pippo che, pochi minuti dopo, avrebbe inserito Orsolini per Pulgar di fatto gettando un cambio alle ortiche. Non è una supposizione del sottoscritto ma la testimonianza del bordocampista Sky. Insomma, la prestazione c’è stata e ora tutti diranno che non si può esonerare un tecnico dopo una partita persa per 3-2 all’88’ a Napoli, ma qualche dubbio, personalmente, aleggia ancora…

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