Il Bologna chiamato ad allestire una rosa competitiva per l'Europa: budget ridotto, giovani ed esperti, serve la giusta miscela

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Bologna abbraccia il suo nuovo allenatore: guarda l'arrivo di Domenico Tedesco

La qualità e il giusto mix

In ogni caso, due sono le scelte campali per il futuro Bologna di Tedesco: i sostituti di Freuler e Lucumi. Se a centrocampo si può ragionare sulla strategia (meglio un giocatore fatto e finito come Koopmeiners o un giovane come Delorge?), in difesa il sostituto di Lucumi non dovrà essere sbagliato. Serve un leader difensivo, anche per far crescere Heggem, Helland e Vitik, quindi il più possibile un centrale con alle spalle un vissuto importante per ricostruire leadership dopo le cessioni di Beukema e Calafiori. In generale, invece, il Bologna deve impostare nuovamente un percorso come quello del 2022, dove la base posta da Sartori, proprio partendo dai Lucumi, aveva creato i presupposti per la grande cavalcata del quadriennio successivo. Tornare, dunque, a investire sui giovani, finanche sconosciuti, dato che il budget per competere su certi calciatori non c’è: l'obiettivo è ridare al Bologna un nuovo ciclo tecnico e una rotta virtuosa, quella che l’anno scorso è stata smarrita a causa delle liste Uefa che hanno obbligato il club a inseguire giocatori di formazione italiana non futuribili. Resta, in ogni caso, la necessità di fornire a Tedesco una rosa di qualità, perché l’allenatore è importante, forse la pedina cardine di una squadra di calcio, ma da un certo punto in avanti entra in scena il valore del parco giocatori ed è lì che il Bologna non dovrà fallire. Per tornare in Europa servono anche calciatori forti. Sarà una estate campale per costruire il futuro ad alto livello dei rossoblù.

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