Il gradimento verso Joey Saputo non è di certo ai massimi livelli statistici
Da giorni penso di trasformarmi in sondaggista e sottoporre una semplice domanda: in quanti sono rimasti a sostenere questa proprietà?
Dal carico di consensi vicino al 90/95% con la promozione e la cavalcata del primo anno di Serie A, culminata con un sontuoso Bologna-Juve 0-0, l'appeal di Saputo è probabilmente crollato ai minimi termini in questo periodo. Il suo peggior avvio di campionato pone l'ambiente e la piazza in una forte posizione di critica, anche se per alcuni, inspiegabilmente, vale ancora il contrario. Resta il fatto che sostenere ancora l'esistenza di una contraerea 'saputiana' armata e spianata appare del tutto fuori dal contesto. Basta entrare in un bar, leggere un giornale o un social, e troverete una schiera di critici: la vera maggioranza esistente.
Quello che stride è pensare che esista ancora un muro difensivo imperforabile a difesa di Casteldebole: al massimo può esserci una critica meno netta e dura. In questo periodo avere posizioni più equilibrate verso il club - non acritiche, perché altrimenti saremmo membri di una setta - equivale a fissarsi in una netta minoranza, vale a dire lasciare il pieno consenso a tutti gli altri, una truppa che ormai naviga in automatico forte dei risultati deludenti della squadra. E' dura anche solo sostenere che almeno dal punto di vista delle strutture e dei bilanci il Bologna abbia fatto grandi passi avanti: in automatico si diventa filosocietari con le fette di prosciutto davanti agli occhi. Insomma, Bologna non è più un paese di 'saputiani'. Da maggioranza a minoranza conclamata nel giro di quattro anni.
Poi ci sono i media, che si dividono, come sempre, sulle proprie posizioni alimentando un dibattito tra favorevoli e contrari che ha già un vincitore in partenza (e non sono i favorevoli). Criticare il Bologna, il management, il presidente, i zugadur ormai è abbastanza semplice, perché sono i risultati e le sconfitte ad annientare qualunque difesa possibile (e la colpa non è certo dei giornalisti). In realtà, è difficile trovare qualcuno soddisfatto del rendimento del Bologna sul campo, un aspetto più o meno da tutti criticato negli ultimi due anni. Di conseguenza, è quasi impossibile sostenere l'esistenza dei devoti saputiani quando semplicemente esistono i critici feroci e i critici equilibrati. Il significato dell'ultima categoria? Annotare e illustrare quello che eventualmente non va senza però cestinare tutto ciò che è stato fatto. Soprattutto, provare a guardare il presente consapevoli della realtà che stiamo vivendo, ovvero una situazione in cui la squadra, per salvarsi, ha bisogno di tutto l'appoggio possibile. E se il Bologna è ancora in A qualcosa di buono ci sarà pur stato...In conclusione, la minoranza 'saputiana' rimasta non è altro che una fetta di pubblico che concede ancora credito al chairman trovando uno spunto critico che non sia il solito 'Saputo plumone'. Non sbraitare e non urlare ai quattro venti gli scarsi investimenti del presidente non significa sostenere che va tutto bene. Incazzata, perplessa, forse spaesata, ma ancora speranzosa e costruttiva: ecco la minoranza saputiana.
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