Rossoblù ancora sconfitti in casa, l'abbonamento al limbo è certificato

Punto e a capo. Ancora una volta il Bologna non riesce a offrire una gioia ai propri tifosi, quarta sconfitta in casa a fronte di 2 sole vittorie.

BOLOGNA-UDINESE: LE PAGELLE

Lo scontro diretto con la rinata Udinese finisce come solito nelle mani altrui e ancora una volta con uno spartito tattico cambiato dall'avversario e che ha imbucato il Bologna. Solite frasi, solite analisi, solite sconfitte. Dopo un buon primo tempo - comunque con la cronica difficoltà di calciare a rete - il Bologna si è squagliato nella ripresa dopo l'innesto di De Paul, che ha messo l'assist per il 2-1 e ha fatto ammattire ogni giocatore in maglia rossoblù. Oddo in conferenza ha ammesso il cambio tattico 'dovevamo stare più bassi perché non riuscivamo ad accorciare', dall'altra parte il Bologna ha perso il bandolo della matassa producendo sì qualche palla gol ma non dando mai la sensazione di poter pareggiare. Mischie frutto non di azioni costruite, preparate, studiate, bensì di un calcio un po' alla rinfusa fatto di un possesso palla sterile con il solito sfogo sull'esterno in cui a turno si chiedeva ad un attaccante una giocata per creare superiorità numerica. Ci ha provato il solo Destro con due conclusioni sulle poche palle giocabili arrivate. Ci ha provato Mirante in mischia nel finale, forse il segno della difficoltà di imbastire gioco della squadra. E poi occorrerebbe anche parlare di Verdi, un talento, certo, ma non un messia del pallone. Il concetto è questo: probabilmente qui in rossoblù abbiamo visto già il suo massimo e i 50 milioni rimarranno nei sogni di Donadoni. E' fortissimo, non un fenomeno. 25 milioni di plusvalenza a giugno sarebbero davvero un delitto se ben reinvestiti? Dall'altra parte Lasagna, cercato da Corvino due anni fa, che ha invece fatto la differenza a tutto tondo. Non farei a cambio, ma quando si parla di cifre e plusvalenze manteniamo i piedi per terra. Le lasagne verdi generalmente ci piacciono, oggi decisamente no...

Foto Spunto 2

BOLOGNA-UDINESE: LE PAROLE DI DONADONI

Resta dunque l'amaro in bocca, a cui abbiamo fatto l'abitudine. Il Bologna di Donadoni si salva sempre quando rischia di essere risucchiato nel baratro, perde quando è chiamato al famoso salto di qualità. E lo fa spesso davanti al pubblico amico, quello che paga per vedere uno spettacolo spesso insufficiente. Nulla di nuovo in questo fine 2017. Vale per la poca fluidità della manovra e per i pochi tiri in porta, vale per i soliti errori difensivi quando Mirante deve raccogliere la palla dalla rete. Il 2018 porterà a qualcosa di nuovo o ciclicamente e stancamente scriveremo sempre le stesse cose? Difficile dare una risposta, difficile capire perché il Bologna rimanga sempre nel suo limbo di mezzo offrendo veri sussulti quando è chiamato a salvarsi e mai quando davanti c'è uno step in più. Ci verrà detto che serve crescere e migliorare, ma ormai è il 2018 e rischiamo di diventare vecchi.

ps: c'era rigore su Destro e Gavillucci ha arbitrato in maniera mediocre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti