Bologna con autonomia limitata, serve aumentare la condizione. Ma anche la qualità non è eccellente

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Le riserve di ieri i titolari di oggi. L'età media...

Il Bologna di oggi ha meno potenziale e meno qualità rispetto al passato. Prova ne è il fatto che alcune riserve degli anni scorsi sono state promosse a titolari. Casale in difesa, il classico esempio di giocatore ai margini e recuperato, Zortea in fascia (con Holm infortunato e Darmian dirottato braccetto), Pobega in mezzo (senza Freuler), passando per Cambiaghi davanti. Tutti buoni giocatori, sia chiaro, ma evidentemente chiamati oggi a sostenere un livello diverso rispetto a quello della Champions o della vittoria in Coppa Italia. Davanti, inoltre, ceduti Zirkzee e Castro, il Bologna ha lasciato partire Raimondo per affidarsi a un terzetto di attaccanti condito da incognite, che esse siano tecniche (Piccoli un lottatore, ma non un bomber), di condizione (Dovbyk) o progettuali (Enem). Inoltre, il fattore tenuta fisica potrebbe anche essere influenzato da una età media in costante salita. La squadra che arrivò in Champions aveva una media di 24 anni, mentre oggi abbiamo davanti un Bologna di 26.6 anni, tra le squadre più vecchie della Serie A davanti solo a Juventus, Inter e Napoli. Alzando l'età media, e utilizzate tutte le grosse plusvalenze del passato, diventa anche difficile ricostruire un ciclo triennale futuribile. In ogni caso, occorre allacciarsi le scarpe, a partire da Cagliari, per evitare il progressivo risucchio da dietro dato che pure Monza e Venezia hanno cominciato a fare punti.

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