Atteggiamento, lavoro del mister, presunti colpevoli, fatturati e portiere: cosa rimane dopo Bologna-Juve
1 DONADONI CREDE NELLA SUA SQUADRA?
Partiamo da un facile presupposto. Nessuno si sogna di chiedere una vittoria contro la Juve e negli annali una sconfitta interna 0-3 contro i 6 volte campioni d'Italia non desterà scalpore, ma la partita di ieri ci ha comunque lasciato tanti spunti degni di nota. Soprattutto nel post-gara. Ed è bene analizzarli.
Donadoni non ha valutato in maniera negativa la prestazione dei suoi, ha parlato di buon atteggiamento, buon primo tempo, ingenuità che hanno deciso la partita. Insomma, per lui è stato un Bologna discreto. In realtà la partita avrebbe detto altro, cioè una Juve dominante, surclassante, asfissiante, con un atteggiamento mentale di provincia ma una qualità da big. In sostanza, il riassunto di Donadoni è stato: contro questa Juve non c'era niente da fare. Questo è il dato preoccupante: credere che il Bologna di ieri abbia fatto il massimo possibile. Se la squadra non è in grado di fare più di così allora non saranno solo le sfide alle big a crearci problemi. La sensazione finale, alla luce delle analisi di Donadoni, è che forse nemmeno lui crede nella crescita di questa squadra. E proprio questo, probabilmente, è il vero problema del Bologna: se l'allenatore è soddisfatto della prestazione, perché nelle future uscite i suoi giocatori dovrebbero provare a fare meglio e di più? Valutazione non negativa dopo un mezzo tiro in porta in una partita già decisa nei primi 37 minuti...
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