Il centrale norvegese continua mandare segnali negativi dal campo
VIDEO - Bennacer e la rissa in Champions asiatica
L'INCERTEZZA DELLA TITOLARITA'
Sino ad oggi sicuramente, nella difesa rossoblù, il nome di Heggem non è mai tardato a mancare, ma sarà sempre così?
Con il cambio in panchina, ormai ufficiale da qualche settimana a questa parte, ed il nuovo assetto imposto da Palladino, con un cambio dall'inziale difesa a 4 e passando ad un difesa a 3, per il nuovo tecnico si aprono diverse soluzioni e quella di valutare chi sarà il perno centrale è certamente tra quelle. Con la nuova linea di difesa, gli unici posti che al momento sembrano inamovibili sono quelli di Theate, fino ad ora tra tutti il migliore, e Helland, che ha saputo mostrare in più di una occasione di saper fornire le garanzie richieste. Il posto dunque del pilastro della Norvegia non è mai stato così incerto come oggi, soprattutto dopo anche l'ultima uscita casalinga contro il Torino, dove il 27enne ha avuto non poche difficoltà sia con i piedi e quindi in fase di impostazione, con qualche pallone diretto in tribuna, e con le scelte tecniche, come si può ben notare dall'azione che porta al pari dei granata. Al posto del norvegese vi sono più scelte da poter prendere, in primis c'è Vitik, che ancora quest'anno non ha contrassegnato la casella dei minuti giocati, e che proprio allo Sparta Praga aveva messo in luce le sue qualità come braccetto di difesa. Stesso discorso vale per Casale, anche lui fuori dalle rotazione rossoblù da un po' di tempo, e che con Tudor aveva concluso la stagione con la linea a 3 dietro. Le scelte dunque per Palladino di sicuro non mancano, anche se con diverse incognite, ed ora sta tutto nelle mani di Heggem, che a suon di prestazioni è chiamato a non mollare la titolarità.
© RIPRODUZIONE RISERVATA