Bfc sottotono, ora chiudere il mercato (senza fasciarsi la testa)

Bfc sottotono, ora chiudere il mercato (senza fasciarsi la testa)

Un Bologna apatico fermato dal Verona ridotto in 10: un errore condanna i rossoblù, ma è mancato il ritmo della squadra

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Non è iniziato nel migliore dei modi il campionato del Bologna. Non tanto per il risultato, comunque un po’ deludente visti i 75 minuti di superiorità, quanto per la mancanza di ritmo, sostanza e mentalità, aspetti che Sinisa era riuscito ad inculcare dal suo arrivo.

Parto proprio dal mister, la vera notizia della serata. La sua presenza a bordo campo ha emozionato, così come emoziona e sorprende – forse no – la sua forza interiore. Viene da chiedersi: ma chi lo ferma uno come Sinisa? Verrebbe da dire niente e nessuno. Chapeau, mister.

Poi la partita, e qui arrivano note più dolenti pur senza fasciarsi la testa. Solo per uno sprazzo di primo tempo si è vista la squadra di Mihajlovic, quella che è andata dal minuto 13 e che è durata per la parte centrale di frazione, dove oltre al vantaggio c’è stata la possibilità, due volte con Soriano, di arricchire il bottino. Venti minuti del Bologna di Sinisa, poi riga. La ripresa onestamente non ha fornito buone sensazioni: invece di accelerare come suo solito nel finale, il Bologna si è appiattito in avanti chiamato da un Verona chiuso dietro, lì è mancata la solita mentalità e quelle geometrie utili a scardinare la retroguardia scaligera. Sono mancate un po’ di idee negli ultimi metri, soprattutto sugli esterni in modo tale da sfruttare le due punte inserite da Mihajlovic a centro area. Poi, ne siamo sicuri, qualcuno continuerà a criticare Santander che invece ha fatto bene quando è entrato, e se solo fosse piovuto un cross decente in area…

Sicuramente non è stato l’inizio ideale per il Bfc, soprattutto anche per la presenza di Mihajlovic a bordo campo che avrebbe dovuto fornire quella dose di carica in più. Ma è ovvio, siamo solo alla prima e non è il caso di fasciarsi la testa. Chiaramente ci sono equilibri da sistemare, meccanismi ancora da oliare stante l’assenza di Pulgar e l’imminente ingresso di Medel. Tuttavia, chissà che questa difficoltà nella ripresa non porti poi Mihajlovic e la dirigenza a ragionare per un secondo innesto in mediana, per una dose di qualità in più (Dominguez?). Dall’altro lato è difficile trovare giudizi netti e definitivi sui rossoblù alla prima di campionato e in un match diventato particolare per via dell’espulsione e su un manto erboso complicato. Meglio essere razionali che accecati dalla pancia calcistica: un pareggio con una neopromossa non significa che i rossoblù rischieranno in ottica salvezza. E oltre a tutto questo, resta il fatto che la punizione di Veloso è regalata da una palla persa, perché altrimenti sarebbe finita diversamente.

In sintesi, la prima non è stata di certo scintillante, eppure i rossoblù hanno già un punto in più di un anno fa. Battute a parte, probabilmente il vero Bologna si potrà vedere con la fine del mercato, quando l’assenza di Pulgar sarà dimenticata e coperta e quando certi automatismi saranno di nuovo assimilati. Ma sarebbe comunque un torto non sottolineare le buone prestazioni di Tomiyasu e Kingsley, forse tra i migliori in campo. Insomma, qualcosa è andato e qualcosa no, ma eviterei ansie e terrore dopo solo una partita. Il Bologna di Mihajlovic rifiorirà nel suo splendore. Esattamente come lui.

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