A meno che non si chiami Messi o Cristiano Ronaldo, un giocatore non può cambiare da solo il volto di una squadra. Un singolo atleta però può aiutare un sistema di gioco ad esprimersi al massimo delle sue potenzialità. Ora purtroppo il Bologna sembra aver smarrito quella precisa identità offensiva che negli ultimi mesi aveva sopperito alle carenze del reparto difensivo garantendo gol pesanti e quindi punti in classifica. La soluzione per Pioli però potrebbe avere un nome e un cognome: Manolo Gabbiadini. Il giovane attaccante è infatti stato uno dei protagonisti del periodo migliore del Bologna che tra metà novembre e fine gennaio ha conquistato risultati importanti imponendosi come una delle squadre con il reparto offensivo più prolifico della Serie A. In campionato Gabbiadini finora è andato a segno cinque volte in occasione di quattro vittorie (Palermo, Atalanta, Napoli e Chievo) e un pareggio (Roma) ma soprattutto in quel periodo è stato un'arma tattica fondamentale dimostrando di sapersi adattare perfettamente anche al ruolo di esterno d'attacco. Nato punta centrale ma impossibilitato ad agire in quel ruolo dalla presenza di Gilardino, il ragazzo ha avuto l'intelligenza di mettersi a disposizione dell'allenatore scoprendo di poter dare il suo contributo anche in una posizione più defilata rispetto alla porta avversaria. Addirittura anche la Juventus si era convinta dell'opportunità di riportarlo alla base terminando in anticipo il prestito al Bologna ma durante il mese di gennaio il club rossoblu ha più volte ribadito il suo veto a tale ipotesi per non privarsene. Non sono però solo i gol a parlare dell'importanza di Gabbiadini in questa squadra: ci sono anche corsa, aggressività, assist e imprevedibilità. Sono tutte caratteristiche importanti che forse nessuno nella rosa attuale del Bologna può unire nelle stesse quantità e che Pioli stava tirando fuori magistralmente da quel giovane attaccante visto con diffidenza come ogni prestito arrivato dall'odiata squadra bianconera. Anche i tifosi più scettici però si sono ricreduti ammirandone le movenze in campo e l'umiltà con cui ha saputo mettersi al servizio della squadra come giustamente dovrebbero fare i ragazzi più giovani che stanno ancora imparando il mestiere del calciatore. La sua esplosione l'ha portato a conquistarsi alcune partite giocate per intero ma poi il risentimento muscolare accusato nella gara contro la Roma pare aver spento quella fiammella che sembrava poter divampare come un incendio. Tocca a Pioli ora riaccendere la scintilla provando a ricreare l'inedito ma efficace trio fantasia con Diamanti e Kone oppure sacrificando qualcuno per ridare una possibilità a Gabbiadini magari anche come spalla in grado di togliere da Gilardino il costante raddoppio dei difensori avversari.
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