Lunedì 8 luglio 2013, ore 20 circa: mentre scorrazzo annoiata in giro per Twitter, così, tanto per restare aggiornata sulle news dal mondo, a un certo punto scorgo un post che cattura la mia attenzione: ‘’E' fatta: @Rolly1983 è del Bologna!’’. A parlare è un noto esperto di calciomercato, Di Marzio, uno dei pochi che ci azzecca qualcosa, oserei dire. Ammetto di non aver collegato subito chi fosse questo Rolly1983 e ho fatto mille pensieri, tutti frutto del sapore adolescenziale rievocato da questo nickname molto in stile ‘’chat MSN’’ (i miei coetanei sanno di cosa parlo). Ho approfondito la notizia e... benvenuto Rolando Bianchi! La vita è proprio strana: tutti si aspettavano segnali di vita da parte di Roque Santa Cruz, il cui acquisto, diciamocelo, avrebbe reso felici sicuramente noi tifose e gli addetti al marketing, un po' meno i dottori dell'Isokinetic, che pare abbiano sudato freddo quando hanno saputo che Curci è tornato sotto le due torri... L'attaccante paraguaiano sarebbe stato un colpo più da giornali che da campo: fragile fisicamente, con una media realizzativa singhiozzante e, nonostante il bel faccino sbarbato, una data di nascita che lo rende calcisticamente vecchio. Al contempo, restava il chiodo fisso Gilardino che, sballottato nel trio Preziosi-Bozzo-Guaraldi, tutti personaggi molto noti e di cui conosciamo le relative peculiarità (se dicessi ciò che penso davvero il Direttore dovrebbe censurarmi... ), è rimasto fuori dal giro rossoblù che, checché se ne dica in giro, è una delle poche piazze a garantire tanto, a cominciare da un posto (quasi) sicuro al Mondiale in Brasile. Questo concetto deve essere sfuggito a tale Denis Alibec, anche conosciuto come ‘’Alibeh’’ a causa della sua favella non proprio diplomatica: l'attaccante rumeno, ancor prima di firmare per il Bologna, si lamentava in patria circa la destinazione appioppatagli dall'Inter, dicendo di sperare in una squadra più importante per giocare magari anche le coppe europee. Lui, che ha militato in: Farul Costanza, Mechelen (che non è una marca di pneumatici) e Vitorul Constantja. Quando ho letto le parole del nostro neo acquisto ho sperato che gli trovassero un'unghia incarnita e che quindi non passasse le visite mediche ma così non è stato. Io, che già dalla mattina alla sera, forse più di voi bolognesi, devo difendere l'onore della nostra gloriosa maglia, spesso liquidata da qualche becco sciacquetto come ‘’squadretta’’. Agli attacchi esterni sono abituata e lotterò per quei due colori fin quando avrò vita, ma quelli endogeni, no, grazie. Comunque, nel giorno della sua presentazione il fanciullo ha raddrizzato il tiro, dicendo di non aver mai affermato cose del genere: certo, strano che non abbia tirato in ballo qualche comodo errore di traduzione a riguardo, moda molto diffusa tra i calciatori-parlanti, binomio quasi mai felice. Di felice intanto c'è un abbronzatissimo Stefano Pioli, tornato carichissimo da una vacanza in Africa che deve averlo colpito molto a giudicare dalle varie metafore usate durante la conferenza stampa, indetta per l'occasione con la presenza anche di giornalisti della ‘’Gazzella dello Sport’’, noto quotidiano sull'arte del safari e affini. Il tecnico parmense s'è detto contento di come si sta svolgendo il calciomercato della sua squadra, piantando a mo' di ombrellone Diamanti come unico punto inamovibile del roster che avrà a disposizione per il campionato alle porte. Sarà accontentato? Brutto da dire ma, ancora una volta, dipendiamo dalla Juventus che in queste ore sta ultimando la cessione di Giaccherini e che quindi potrebbe tornare alla carica per il nostro numero 23. Giaccherini: l'uomo che prima di un Cesena-Bologna di qualche anno affermò che avrebbe ballato il ‘’waka waka’’ in caso di gol ai rossoblù. Come finì? 0-2: reti di Di Vaio e Britos. A proposito! Ma quest'ultimo non disse che lasciava il Bologna per entrare nel giro della nazionale uruguaiana? Ma tornando ai fatti di casa nostra, c'è una cosa che accomuna mister Pioli, novello Tarzan de noialtri, al buon Rolly (che non è il salsicciotto di carne prodotto da un noto marchio): entrambi sono approdati al Bologna come (almeno) terze scelte. Ricorderete bene che dobbiamo l'arrivo dell'allenatore parmense ai ‘’no’’ di Delio Rossi e Ballardini, preferiti a lui per un pedigree più nobile e perché, in fondo, in Italia abbiamo bisogno dei personaggi di turno e relativi show isterici sulle panchine. All'epoca Pioli era quasi un reietto, l'ennesimo epurato della gestione Zamparini: uno che godeva di poca fiducia, basti ricordare i mugugni che ci furono nelle ore della sua firma... Tornando a oggi, Bianchi (il castigatore della recente beffa contro il Torino... ) è arrivato a Casteldebole con uno spirito simile, con la sensazione che sia stata una scelta di comodo: un buon attaccante (molto simile a Gila come caratteristiche) che arriva a zero euro, un lusso per una squadra come il Bologna. La speranza è che il bomber bergamasco smentisca tutti gli scettici a suon di gol e confermi una regola che a questo punto potrebbe essere il nuovo mantra di Guaraldi e company: la rivincita dei terzi (in)comodi...
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